Sicurezza
La telefonata truffa: «Suo figlio ha avuto un incidente». Ma Fabrizio è morto da dieci anni
La 90enne Ernis Ciacci sventa un nuovo tentativo di raggiro dopo quello del 2019
GROSSETO. Sono le 10 del mattino. Il telefono fisso squilla, e la badante va a rispondere. «Salve, vorrei parlare con la famiglia Masini», dice una voce maschile dall’altro capo della cornetta. La donna passa la chiamata a Ernis Ciacci, la proprietaria di casa. «Signora, sono un avvocato. Mi dispiace comunicarle che suo figlio ha avuto un grave incidente, deve darci i soldi per...». Ma l’uomo non fa neanche in tempo a finire la frase.
Bastano pochi istanti, qualche parola e Ciacci capisce subito. Il cuore inizia a battere a mille e la rabbia cresce violenta, fino a esplodere: «Delinquente, assassino», urla la donna con tutto il fiato che ha in corpo, troncando a metà la frase del sedicente avvocato dall’altra parte del telefono. «Mio figlio è morto da dieci anni. Vergognati», urla ancora, e poi butta giù.Si tratta dell’ennesimo tentativo di truffa ai danni di un’anziana.
Spesso, come successo anche a Ciacci, i malviventi chiamano persone di una certa età e comunicano loro che uno dei loro figli è rimasto coinvolto in un grave incidente e che ha urgente bisogno di soldi, per chissà quale motivo. È la seconda volta che capita alla novantenne. Per fortuna, non c’è cascata la prima, e nemmeno la seconda.Anche se per lei, ricevere quella telefonata è stato un colpo al cuore. Tre anni fa, la donna aveva presentato denuncia in Questura. Questa volta, ancora non l’ha presentata. Ernis Ciacci è la mamma di Fabrizio Masini, storico collaboratore de Il Tirreno e amministratore delegato della Class Pubblicità, morto a causa di una rara malattia il 29 ottobre di dieci anni fa. Qualcuno aveva tentato la stessa truffa nel 2019: un sedicente avvocato Molinari aveva telefonato a casa dell’anziana.
A lei, così come ad altre che abitano vicino al centro storico del capoluogo maremmano. La cosa ancora più strana - e straziante per la donna - è che i due tentativi di truffa sono capitati proprio in corrispondenza dell’anniversario della morte dell’amato figlio. Tre anni fa, il giorno stesso dell’anniversario, questa volta qualche giorno prima.«Il mese di ottobre è molto difficile per me - racconta Ciacci - Quando capitano cose di questo tipo è ancora più dura. Mentre parlavo con quel truffatore ero talmente arrabbiata che temevo di sentirmi male. Non l’ho neanche fatto parlare, non ho neanche sentito il suo nome, anche se probabilmente era inventato. Gli ho urlato contro e ho buttato giù. Non ce la facevo».
Ciacci vuole ricordare a tutti, e in particolare agli anziani, di prestare la massima attenzione con le persone che non si conoscono: «Leggo tutti i giorni il giornale e guardo la tv. Purtroppo, si sentono spesso storie di persone truffate, soprattutto anziani. So che questa gente vuole solo rubare soldi e oggetti di valore. Non fidatevi».
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