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Addio a Spartaco, città in lutto

di Maurizio Caldarelli
Uno scatto del 2005 (di agenzia Bf) durante un impegno associativo
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Uno scatto del 2005 (di agenzia Bf) durante un impegno associativo

Pilastro di radio Brigante Tiburzi e Arci, Betti fu tra i fondatori del circolo Khorakhanè. Attivo nella socialità, divenne responsabile per il servizio civile e l’Informagiovani

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GROSSETO. Profondo cordoglio ha creato in città la scomparsa, dopo una malattia, di Spartaco Betti, classe 1961, responsabile dell’ufficio Informagiovani del Comune di Grosseto (oggi Urp) in corso Carducci.

Ci ha lasciato un personaggio che si è speso tanto per i giovani e per la vita culturale e sociale della sua Grosseto. Figlio di un dirigente del Pci, da quando era studente lottava per far emergere una sinistra giovanile facendo valere i suoi ideali in manifestazioni e convegni.

Insieme a Caino, Parrini e Sandro Fiorentini, collaborò attivamente alla vita di Radio Brigante Tiburzi, una delle tante emittenti private che nacquero in città alla fine degli anni Settanta. Gli anni Ottanta furono complicati, a causa della massima diffusione di droghe in città, ma c’era anche tanto fermento culturale e politico e Betti era sempre in prima fila, sempre nel rispetto del prossimo.

Fece anche parte del coordinamento degli studenti e dei genitori contro la tossicodipendenza.

«Spartaco – ricorda Marco Giuliani – lo conobbi alla fine degli anni Ottanta sotto uno tanti stand della Festa dell’Unità sulle mura medicee. Amava parlare di politica, del partito, ma fu anche uno dei primi che seppe destreggiarsi nel mondo dell’informatica e aveva sempre tante idee e progetti. Era un passionale e sapeva guardare avanti».

Nel 1992 Giuliani assunse la presidenza dell’Arci provinciale e lo volle nel suo consiglio; ruolo che ricoprì per tanti anni, anche dopo l’arrivo di Cristian Sensi. «Spartaco Betti – prosegue Giuliani – fu uno dei fondatori del Circolo Arci Khorakhanè di via Ugo Bassi. Il suo nome è legato a centinaia di riuscitissime serate. La sua grande passione, insieme a quella per i suoi cani e per gli animali in generale, era la musica; e cercava di mettere la sua conoscenza al nostro servizio, per preparare appuntamenti di successo. L’amore per la musica lo portò anche a organizzare eventi per il Comune».

Inizialmente per l’Arci e successivamente per il municipio, Betti fu responsabile per il servizio civile e da lì partì anche il suo impegno nell’Informagiovani. Sono stati migliaia i ragazzi che hanno avuto il suo aiuto per la ricerca di bandi e posti di lavoro e che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Lascia il figlio Cristoforo, avuto insieme alla compagna storica Maria Caselli.

Questa mattina dopo le 11 la salma verrà esposta all’obitorio del cimitero di Sterpeto, mentre domani alle 11 verrà cremata e tumulata.

 

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