Il Tirreno

Grosseto

San Rabano, Granaio lorenese e torri verso una nuova vita

di Elisabetta Giorgi
San Rabano, Granaio lorenese e torri verso una nuova vita

I preziosi beni entreranno a breve nella gestione diretta del Parco. Il presidente Rusci: «Un volano per eventi culturali e scientifici»

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ALBERESE. Nuovi spazi culturali e suggestivi scorci per concerti con “affaccio” sulle meraviglie naturalistiche del parco. Si prepara una nuova vita per le antiche torri, l’abbazia e il Granaio lorenese che – attualmente gestiti da Ente terre regionali toscane – potranno a breve essere integrati nelle “dotazioni” con le quali il Parco della Maremma promuove eventi culturali e scientifici.

Ente Terre Regionali Toscane è uno strumento operativo istituito dalla Regione Toscana con legge regionale 80 del 2012, e che deriva dalla trasformazione della precedente azienda agricola regionale di Alberese, dalla quale ha mutuato beni e proprietà. La sede legale è a Firenze ma le sue sedi operative sono sparse in più aree regionali, sia come uffici che come aziende agricole o scuderie di cavalli. Ad Ente Terre sono affidate varie funzioni, tra cui quella di gestire le aziende agricole e altre superfici agricole e forestali di sua proprietà o di proprietà della Regione in cui svolge anche attività di ricerca applicata e sperimentazione in campo agricolo e forestale; tutelare e valorizzare le produzioni agricole e forestali e le risorse genetiche autoctone toscane e molto altro. Ora, grazie alla modifica della legge regionale istitutiva di Ente Terre, la previsione è che alcuni beni finora gestiti da quest’ultima entrino nella gestione diretta del Parco della Maremma. L’iter è avviato e sarà presto concluso.

I beni in questione saranno le torri di Castel marino e di Collelungo, finora chiuse alle visite, l’abbazia di San Rabano, alcune aree boscate e il Granaio lorenese, già aperto a convegni ma che «potrà diventare l’occasione – spiega il presidente del Parco Simone Rusci – per diventare ancor più la “casa” di tanti soggetti del territorio». Tutto di concerto con Ente terre.

A breve quest’ultimo soggetto e Parco della Maremma si incontreranno di nuovo per riprendere un percorso già avviato «che punterà di comune accordo – spiega Rusci – alla riattribuzione di funzioni di questi immobili attualmente nella disponibilità di Ente terre. Si tratterà della riorganizzazione di una governance complessiva in cui i due enti troveranno una modalità più efficiente di gestione del patrimonio». La convenzione rientra nella comune volontà di proseguire un rapporto sinergico. Per il Parco sarà un’operazione a costo zero dato che i beni sono già pubblici (fanno capo alla Regione). Cosa cambierà?

«Sia le torri che San Rabano potrebbero essere aperti al pubblico e inseriti in una serie di percorsi di visita legati a una fruizione culturale e turistica. Quest’anno abbiamo organizzato diversi eventi, tra i quali una bellissima commedia greca, “La pace” di Aristofane, alla torre di Castel marino. Proveremo per la prossima primavera a costruire un vero e proprio cartellone di eventi per valorizzare questi luoghi: teatri all’aperto molto suggestivi che possono essere coinvolti ancor di più nell’offerta e nella programmazione del Parco». Anche la straordinaria abbazia di San Rabano potrebbe prestarsi a concerti e rappresentazioni, «così come il Granaio lorenese potrebbe essere utilizzato come spazio per musica e manifestazioni, diventando un grande contenitore utilizzabile da tutto il territorio, non solo da Ente terre e Parco della Maremma. Il nostro obiettivo è consolidare ancor più l’offerta culturale e turistica del Parco che ha necessità di essere rinnovata – chiude il presidente – Perché oggi il visitatore non si accontenta più della semplice escursione, ma vuole “esperienza”. Insieme alla natura c’è un patrimonio storico ricchissimo all’interno del parco, che ha bisogno di essere esplorato e scoperto ancora di più. Noi vogliamo potenziare l’offerta e la complessità della visita. E possiamo farlo ottimizzando, in sinergia, le funzioni che attualmente sono svolte da Ente terre e Parco della Maremma».




 

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