Il dolore
Il centro islamico diventa un caso. È scontro tra Vasellini e i dem
La novità di via Trento ha (ri)aperto un dibattito sul futuro della zona
Grosseto Nel capoluogo maremmano è stato aperto il terzo centro culturale islamico. Si trova in via Trento, traversa di via Roma. Il consigliere comunale e coordinatore comunale del Comitato di controllo del vicinato, Andrea Vasellini, si dice contrario all’apertura del centro: «Il rischio è quello di creare una realtà parallela e non integrata. Una “ghettizzazione” di via Trento e via Roma. L’integrazione – dice – non riguarda la creazione di un proprio microcosmo». Secondo Vasellini, il problema è anche logistico: «Viene aperto un centro culturale che nei fatti – sostiene – funziona come una moschea. E questo può creare problemi di assembramento e di ordine pubblico, soprattutto in una zona centrale come quella di via Roma, dove ci sono già problemi di degrado urbano e di carattere sociale, con negozi che si svuotano, abitazioni deprezzate e residenti preoccupati». Il problema principale, secondo il consigliere, non è l’apertura del centro di per sé, quanto la zona scelta, oltre che alla forma giuridica: «Non qualificandolo come moschea vengono meno i poteri dell’amministrazione comunale, che avrebbe potuto negare l’autorizzazione, essendoci già una chiesa nella vicina via Roma. Tuttavia, trattandosi di un rapporto di locazione fra un privato e un’associazione, questo non può avvenire. Si creano così i presupposti per una possibile elusione della disciplina autorizzativa sui luoghi di culto», continua, e afferma che la sua opposizione non ha nulla a che vedere con una certa ideologia: «Si tratta di ordine pubblico e di elusione di norme nazionali. Potrebbe crearsi traffico e disturbo, con centinaia di persone che camminano nei marciapiedi. Esistono già altri centri in zone più periferiche, dove non si creano questo tipo di problemi».
Non tutti sono dello stesso avviso, in particolare i circoli cittadini del Pd: «Credo sia inammissibile parlare di ghettizzazione e islamizzazione. Il centro islamico – dice Cristian Marchini, segretario del circolo centro dem – è un’opportunità per la comunità della zona di iniziare un processo di integrazione, che non significa far cambiare i loro usi e costumi, ma farli coesistere con i nostri». Secondo Marchini, le istituzioni devono impegnarsi ad avviare un processo di integrazione effettiva, basato su un modello di coesistenza e coabitazione, promuovendo iniziative culturali e sociali. «Forse le dichiarazioni del consigliere sono il frutto di una propaganda becera e populista di centrodestra che cerca di far passare “lo straniero” come unico portatore di degrado. Esiste un disagio in quella parte della città, ma questa non è la strada per eliminarlo». Interviene anche il circolo Pace dem sulla falsariga che sulle problematiche della zona fanno notare: «Il problema rimane, nonostante da circa sei anni esista l’assessorato alla sicurezza, e nonostante le ordinanze del sindaco», dicono dal circolo, secondo cui “sicurezza”, “pulizia” e “decoro” della città sono questioni che l’amministrazione non ha saputo risolvere negli anni. «Perché preoccuparsi della drammatica situazione dei cassonetti, delle condizioni indecenti delle strade, della sicurezza in città divenuta un optional, quando la necessità è “ridare via Roma e via Trento ai grossetani”, come sbraita un noto consigliere comunale?».
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