Il Tirreno

Grosseto

L’anniversario

La bandiera Onu sventola sulle caserme dei carabinieri

La bandiera Onu sventola sulle caserme dei carabinieri

La storia dell’Arma nei primi 77 anni delle Nazioni unite

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GROSSETO. Ricorre oggi, lunedì 24 ottobre, il 77° anniversario di costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite: novità di quest’anno, la bandiera dell’Onu sventolerà sugli edifici pubblici, tra cui le caserme dei carabineri, che sotto mandato Onu ha partecipato a molti e importantissimi impegni fuori area. 

L’Onu è un’organizzazione intergovernativa, cui oggi aderiscono 193 paesi di tutto il mondo, il cui scopo è preservare la pace e la sicurezza internazionale, lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni e la promozione della cooperazione internazionale. Nata nel 1945, vede l’ingresso dell’Italia nel 1955.  

Il ruolo italiano nel consesso internazionale delle Nazioni unite si è evoluto ed è esponenzialmente cresciuto, e in questo l’Arma rappresenta uno strumento di fondamentale importanza e rilevanza nel ruolo da protagonista assunto dal Paese. Scorrendo le pagine di storia degli impegni internazionali sostenuti direttamente dalle Nazioni unite, vediamo infatti i carabinieri coinvolti nei più importanti interventi internazionali condotti dai Caschi Blu.

Nel 1949, quando all’Italia fu affidata l’amministrazione fiduciaria della Somalia, lì furono inviati contingenti militari col compito di controllare il territorio e porre le basi per la costituzione delle forze armate e di polizia locali. In Somalia, i carabinieri furono presenti con tre battaglioni. L’impegno terminò nel 1960.

Nel 1979, inizia una delle missioni più longeve sotto egida Onu, la Unifil in Libano, tuttora in corso, nata come forza di interposizione tra forze palestinesi e israeliane, dopo che l’esercito israeliano decise in invadere il territorio libanese fino al fiume Litani, che tuttora determina la linea di demarcazione dove operano i Caschi Blu. Tra questi figurano, con compiti di polizia militare, i carabinieri, che ritroviamo anche in molte altre forme di collaborazione, nate negli anni in quel territorio. A titolo di mero esempio, si ricordi la missione Mibil, nata con finalità di addestramento, a seguito di accordi bilaterali tra Libano e Italia, e dove i carabinieri svolgono un ruolo nell’addestramento delle forze di sicurezza locali;

Nel 1989, i carabinieri partecipano alla missione Untag in Namibia (all’alba della proclamazione di indipendenza del Paese), a fianco di uno squadrone di elicotteri lì inviati con compiti di ricerca e soccorso, assistenza sanitaria, trasporto e collegamenti.

Nel 1991, l’Italia partecipa alla Onusal, nel Salvador, dove fu inviato un contingente di carabinieri in veste di osservatori, per verificare il rispetto di accordi intercorsi tra governo locale e ribelli armati, dopo anni di guerra civile.

Il 1992 è ricordato per l’impegno in Cambogia, dove l’Arma espresse 77 militari impiegati per contribuire al rispetto della legalità e dei diritti umani, in un periodo in cui era recente la ratifica del cessate il fuoco e lo svolgimento di regolari elezioni politiche.

Il 1993 fu l’anno dell’impegno in Somalia, dove le forze armate italiane, individuate come Italfor, inquadrate in un contingente multinazionale ad egida Onu, fu inviato nel Corno d’Africa per il controllo di un’area di Mogadiscio, zona di frequenti incursioni di bande armate irregolari. L’Arma vide impegnato il 1° reggimento paracadutisti Tuscania, con compiti di polizia militare.

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