Sicurezza
L’olio costerà di più rispetto al 2021 Aumentano i prezzi della frangitura
Le latte da 5 litri in vendita tra i 50 e i 70 euro
GROSSETO. Il pane è caldo, l’aglio è pronto, manca solo l’olio novo. Ci vorrà ancora qualche tempo, ma se ne annusa già l’odore. La raccolta delle olive è iniziata. Per alcuni, già da più di una settimana; per altri, proprio in questi giorni.
Purtroppo, il caro energia si fa sentire anche in questo settore: i frantoi hanno dovuto aumentare i prezzi di frangitura e questo avrà ripercussioni anche sul costo del prodotto finito, sul prezzo delle lattine di olio novo. Quella che gli agricoltori stanno portando avanti in questi mesi è una lotta all’ultimo sangue contro inflazione e carovita: stanno cercando di contenere il più possibile i prezzi per non pesare sulle spalle dei consumatori e rendere le loro tasche ancora più vuote, ma sta diventando sempre più difficile, e qualche aumento è inevitabile.
Quest’anno sarà praticamente impossibile trovare l’olio novo dal contadino o al frantoio a meno di dieci euro al litro. Le latte – solitamente da cinque litri – costeranno, in media, tra i 50 e i 70 euro; prezzo che, ovviamente, varierà in base a zona, scelta, acidità e presenza di eventuali certificazioni. Il costo della frangitura è aumentato, in media, di tre euro al quintale attestandosi a un costo minimo di 20-22 euro al quintale. Un aumento contenuto, che non sembrerebbe aver portato gli agricoltori a gettare la spugna.
«Quest’anno l’olio costerà di più rispetto allo scorso anno. Noi aumenteremo con cautela: siamo consapevoli che oggi le persone hanno poca possibilità di comprare», dice Fabio Ombrosini, titolare del Frantoio Maremma insieme a Mara Memmi, in località Melosella, all’Ottava zona, poco a sud del capoluogo. Ma non si tratta solo di una scelta di cuore: se l’olio rimane invenduto perde di valore. Al contrario del vino, infatti, più l’olio è “giovane” più è pregiato. Il prezzo sarà particolarmente alto nelle zone che hanno sofferto di più la siccità: «Ci sono meno olive, ed essendoci meno prodotto aumenterà il costo». Ma, ovviamente, non è così ovunque: «Le rese sono altalenanti, dipendono da zona a zona – continua Ombrosini – Ci sono zone in cui le piante hanno sofferto un po’ di più la siccità estiva, e pertanto le rese sono più basse, mentre ce ne sono di interessanti per le olive raccolte in aree collinari, a esempio nella zona di Magliano. Qui, in media, si stanno facendo dai 16 ai 18 litri d’olio per ogni quintale d’olive».
A salvare la stagione delle olive potrebbero essere stati proprio gli acquazzoni che per tutto il mese di settembre hanno colpito la Maremma: «Dove c’erano olive piccole sono cresciute, ma si sono gonfiate d’acqua, per questo hanno rese che sembrano essere inferiori. Forse sarebbe stato giusto aspettare che si seccassero qualche altra settimana», dice ancora Ombrosini.
Molti, infatti, anche quest’anno hanno preferito anticipare la raccolta: «Si fa per cercare di evitare gli attacchi della mosca dell’olivo – spiega Giulio Fontana, responsabile del settore oleario di Terre dell’Etruria – Inoltre, se si aspetta la piena maturazione, si hanno anche maggiori rischi per via delle avversità climatiche: a novembre, di solito, inizia la stagione dei venti e delle piogge. Perciò è inutile guadagnare in resa, se poi si perde in produzione». La produzione, dunque, è stata a macchia di leopardo: «Dove ormai le olive non erano nate, le piogge di settembre hanno potuto ben poco», continua Fontana. La cooperativa ha deciso di aumentare in maniera limitata i costi per la molitura; appena un euro in più al quintale di aumento rispetto allo scorso anno per i loro soci e di circa tre euro per chi non è associato. A determinare l’aumento di prezzo è stato principalmente il rincaro dei costi dell’energia, perché i frantoi sono aziende energivore: «Per lavorare un quintale di olive servono circa tre kilowatt. Chi aveva bloccato il prezzo dell’energia un anno fa forse risentirà meno – continua il titolare del Frantoio Maremma – Noi cerchiamo di spartire a metà il rincaro tra noi e i clienti». Fare di meglio, però, è praticamente impossibile: è aumentato il costo del gasolio per i trattori e anche quello dei contenitori particolarmente difficili da trovare.
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