Il Tirreno

Grosseto

Allerta

L’invasione delle vespe orientali

di Nicole Terribile
L’invasione delle vespe orientali

Numerose segnalazioni nel centro, sono state viste anche vicino alle Mura Sforzi, direttore del museo: «Non sono più pericolose dei comuni calabroni»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Da un paio di mesi il centro storico sembra invaso dalle vespe. E trovarsele davanti non è di certo un’esperienza piacevole, soprattutto se diverse da quelle che siamo abituati a veder circolare: a “occupare” il capoluogo, e in particolare le vie centrali, sono le vespe orientali, dell’inconfondibile colore rosso-marrone con banda gialla.

C’è da preoccuparsi? «Non sono più pericolose dei comuni calabroni – rassicura, seppur in parte, il direttore del Museo di storia naturale della Maremma, Andrea Sforzi – Anche se è difficile compararle». In queste ultime settimane, sono tantissime le segnalazioni arrivate da grossetani e non solo: queste vespe sono state avvistate anche a Santa Fiora e a Orbetello. Le orientali “frequentano” il capoluogo già dal 2020, ma hanno cominciato a destare preoccupazioni lo scorso anno. Si fanno vedere – e sentire – tra fine di luglio e fine settembre, per poi diminuire progressivamente durante ottobre, fino a scomparire.

A dispetto del nome, però, queste vespe non sono arrivate a Grosseto da est, bensì da sud, e in particolare dalla Sicilia: «Sono naturalmente presenti in Italia. Vivono prevalentemente in Sicilia – dice Sforzi – Ma a causa del riscaldamento climatico stanno risalendo verso nord, percorrendo la fascia tirrenica. Sono state avvistate anche a Genova e a Trieste, ma credo che lì siano arrivate attraverso qualche carico navale». Quest’anno, a Grosseto, le “ospiti” sono state avvistate soprattutto sulle Mura e vicino ad alcuni palazzi del centro storico. «Fanno spesso il nido dentro le crepe dei muri o nei fori delle pietre, comunque in spazi piccoli. Nonostante siano arrivate qui, non sembreremmo nella fascia climatica adatta per la loro riproduzione: alcuni dei nidi che avevano creato lo scorso anno non sono stati riutilizzati».

Il vero problema è che possono attaccare le api domestiche. «Un fenomeno molto diffuso in Sicilia. A oggi, non sono a conoscenza che si siano verificati attacchi in zona – continua Sforzi – Le api non riescono a difendersi perché le vespe orientali hanno una cuticola molto spessa, che le rende praticamente immuni alle punture delle api. La loro unica speranza di sopravvivenza è trovarsi in superiorità numerica e attaccare la vespa in contemporanea, fino a soffocarla». Sul sito Inaturalist.org c'è una mappa sulla quale vengono segnalati gli avvistamenti delle vespe orientali. Tutti, dopo essersi registrati, possono indicare dove le hanno viste e caricare una foto. Un team di esperti valuterà poi se si tratta veramente di quella specie, per poi segnalare la sua presenza sulla mappa. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze