Gioco
Pd Grosseto, Cozzupoli nuovo segretario: «Parlerò a chi non va più a votare»
Eletto quasi all’unanimità: «Faremo un’opposizione ancora più visibile»
GROSSETO. Cambio ai vertici del Partito democratico grossetano: Demetrio Cozzupoli è il nuovo segretario.
È stato eletto durante l’assemblea di lunedì, con voto quasi unanime: ben 67 dei 68 votanti hanno scelto Cozzupoli. Solo uno si è astenuto.
«C’è bisogno di ricostruire il Pd e di rafforzare la classe dirigente cittadina. Auguro buon lavoro a Demetrio e a tutti noi, perché Grosseto ha bisogno di un’alternativa a questa destra», dice il segretario provinciale dem, Giacomo Termine.
Sessantasette anni, consigliere comunale negli anni Novanta e una lunga carriera politica alle spalle, anche se mai praticata in via esclusiva: Cozzupoli ha avuto incarichi dirigenziali, sia nel Pd che nel partito socialista, dove ha militato negli anni della gioventù. Succede a Simone Baricci, che è rimasto segretario dell’unione comunale dem per pochi mesi, per poi lasciare «per sopraggiunti motivi personali».
Subentra alla guida del partito in un momento molto difficile. Quali sono i suoi progetti per cercare di risollevarlo?
«All’inizio, quando è stato proposto il mio nome come segretario, ho un po’ tergiversato, ma alla fine ho accettato l’incarico con soddisfazione, seppur consapevole delle responsabilità che ne derivano. Le carico in spalla per cercare di riorganizzare il partito in vista delle prossime scadenze elettorali, anche se sono lontane. Alle ultime elezioni abbiamo subito una innegabile sconfitta, ma il Pd rimane comunque il secondo partito in Italia e a Grosseto. Siamo comunque una realtà importante e radicata nel territorio. Nonostante ciò, vogliamo riorganizzare la presenza nel territorio comunale, anche nelle frazioni: c’è bisogno di ampliare i rapporti con l’elettorato tradizionale, ma dobbiamo anche parlare a coloro che non vanno più a votare capendo in primis il perché di questa scelta. Inoltre, dovrò mettere insieme una segreteria che si occupi di varie questioni che attengono alle problematiche del territorio, come il lavoro, il settore del sociale, la sanità e l’urbanistica che, in particolare, a Grosseto sembra basarsi solo su una crescita a macchia d’olio della città, senza una strategia che le permetta invece di offrire servizi e qualità del vivere dei cittadini che oggi manca».
Dovrà occuparsi anche del rapporto con i consiglieri comunali dem.
«Il partito che sono stato chiamato a guidare accompagnerà il gruppo consiliare, che finora ha fatto un bel lavoro. Ma c’è bisogno di coordinarsi meglio e fare un’opposizione che sia ancora più visibile, che rappresenti alla cittadinanza quali sono i nostri obiettivi. Non si deve fare solo una discussione slegata. Dobbiamo definire in maniera migliore il contesto, affinché la città possa avere qualcosa di diverso, un’alternativa rispetto a ciò che sta facendo oggi l’amministrazione».
Quale Pd ha ereditato da Simone Baricci?
«A Baricci vanno i miei saluti più affettuosi. Aveva impostato un certo lavoro e voglio riprenderlo, ma essendo rimasto in carica solo pochi mesi non ha potuto portare avanti il programma per intero, come era invece nelle sue intenzioni».
È stato votato quasi all’unanimità. Nonostante il momento difficile, il Pd grossetano è coeso?
«Tutti hanno voluto dare un segnale di unità, il che, oggi, non è mai scontato. Il partito è importante e ha senso di responsabilità, sia nei confronti dei propri iscritti, sia dei cittadini che rappresenta, o che intende rappresentare».
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