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Grosseto, Mao superstar torna in piazza. «Era stato rapito: ora resti qua» – Video

di Elisabetta Giorgi
A sinistra il gatto Mao nell’opera di Nora Camarri che campeggia in via Garibaldi. Sulla saracinesca di un fondo sfitto. Qui accanto, Mao tornato a casa della coppia formata da Elena Bagagli e Andrea Chelli che vive in piazza della Palma
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A sinistra il gatto Mao nell’opera di Nora Camarri che campeggia in via Garibaldi. Sulla saracinesca di un fondo sfitto. Qui accanto, Mao tornato a casa della coppia formata da Elena Bagagli e Andrea Chelli che vive in piazza della Palma

Il gattone mascotte del centro storico è rispuntato dal nulla dopo un anno. Gli abitanti: «Di sicuro ha percorso chilometri: la sua famiglia siamo noi»

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GROSSETO. Chi ama i felini lo sa bene. Il gatto è un animale libero, perdutamente amato dagli spiriti liberi. Nessuno lo possiede: semmai siamo ammessi noi nella sua vita, il che è sicuramente un privilegio. Lui non starà mai in trappola. Anzi, se gli facciamo il torto di volerlo “incasellare” lui sempre troverà una via di fuga e tornerà nel luogo che ama, con le persone che ha scelto, a costo di vagare per decine di chilometri e ritrovando la strada di casa come se avesse un gps incorporato.

È per questo che Mao – un bel gattone europeo, di gran fascino – dopo un anno di lontananza è tornato. Era sempre stato la mascotte del centro storico, a Grosseto; uno dei tanti “residenti” di piazza della Palma intorno alla quale si era conquistato un posto d’onore. A novembre 2021 era stato immortalato nella saracinesca di un negozio sfitto in via Garibaldi, dove il suo ritratto in gigantografia modalità murale campeggia tuttora in una delle “serrande d’autore” nate dall’inventiva del collettivo Clan. Amato, coccolato dagli abitanti del centro e fiero della sua bellezza, narcisista ma simpatico, Mao è sempre entrato e uscito da negozi e case all’ombra delle palme di piazza Pacciardi, finché un giorno è sparito nel nulla, seminando sconforto. Per un anno non se ne è saputo niente, poi due mattine fa è tornato. Chissà se ha vissuto in qualche casa (com’è probabile viste le buone condizioni) e quanti chilometri ha calcato per tornare (parrebbero molti, a giudicare dal catrame nei polpastrelli) . Di sicuro, ora è di nuovo tra le braccia dei suoi amici e ieri in piazza c’era aria di festa: alle 13 tutti a fargli le carezze. Una mamma con due bimbi, il vigile Marino Gori («Ti avevo dato per morto»); la fornaia Federica. Esulta Elena Bagagli che vive in piazza col marito Andrea Chelli e che è forse la “prediletta” del micio. «Ogni mattina alle 8 Mao, prima che sparisse, lui si piazzava davanti alla porta di casa mia – racconta lei – e guardava in su verso le mie tre finestre per darmi il buongiorno. Veniva a controllare se c’ero: io mi affacciavo, gli aprivo e lui saliva a fare colazione».

D’inverno, con il freddo, Mao ha sempre dormito da lei («mi obbliga a stare con lui a letto: è possessivo»), facendo poi la spola tra il forno, la pizzeria l’Archetto, la merceria, il Cesvot e la Misericordia. Due mattine fa rieccolo spuntare dal nulla come un meraviglioso sogno, avvistato dal titolare dell’Archetto Christian che non credeva ai suoi occhi. «Ho sentito gridare il suo nome e mi sono affacciata – racconta Elena – Gli ho aperto e lui è salito. In casa ha controllato che tutto fosse com’era un anno fa, tant’è che ho fatto le corse per riempirgli la lettiera! ». La notte il micio è andato a dormire in merceria; la mattina dopo (ieri) rieccolo da Elena a dormire per poi uscire di nuovo, trotterellare per negozi e strusciarsi nell’erba. Cosa è successo? «Secondo noi è stato rapito e ha vissuto in casa di qualcuno che l’aveva preso, poi è scappato per tornare qua. Immagino che abbia vagato per almeno due settimane e parecchi chilometri». Forse ha pagato il prezzo della sua popolarità (guarda caso sparì dopo il murale) «ma ora è di nuovo qua e qua deve stare perché lui vuole questo». Lo dice anche Luisa Mascelloni, che fino a qualche mese fa lavorava in piazza della Palma. «Mao è tornato da solo: di sicuro ha percorso chilometri. Le persone non devono permettersi mai più di toglierlo dal suo territorio. Lui ha scelto di vivere nella piazza che l’ha accolto, sfamato, curato e amato e da mascotte è voluto tornare da noi, la sua grande famiglia».
 

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