Sicurezza
Addio a Gaetano Puca ex artigiano edile e anima del “circolino”
Talamone: si è spento a 78 anni. Era originario della Campania, nato a Ercolano
FONTEBLANDA. Fonteblanda piange Gaetano Puca scomparso ieri a 78 anni. Era molto conosciuto nelle due comunità di Fonteblanda e Talamone dove era arrivato nel 1969. Era originario della Campania, nato a Ercolano il 20 febbraio 1944.
«Mio padre – racconta la figlia Anna Puca, titolare del ristorante il Faro di Talamone – era arrivato in Maremma alla fine degli anni ’60. Qui aveva dato vita a una ditta edile. Lo conoscevano tutti».
L’ex artigiano era un uomo che sapeva farsi amare da tutti. Tra Fonteblanda e Talamone aveva creato anche la sua famiglia, oltre che il lavoro. «Sapeva conquistare gli altri – aggiunge Anna – e di qualunque età. Era in grado di farsi apprezzare. Al mare non si giocava a carte se non arrivata Gaetano. Andava a pesca a lampara e tutti lo seguivano. Era una persona speciale e buono d’animo».
La prima persona che Gaetano Puca ha conosciuto arrivando a Fonteblanda è stata Antonio Cagnacci.
«Avevo 7 anni – dice quest’ultimo, che poi è diventato il cognato di Puca – e sono stato la prima persona che Gaetano ha conosciuto arrivando in paese. Per me non era solo un cognato ma un fratello. Un uomo con cui ho diviso anche alcune passioni prima fra tutte le pesca. Un compagno di vita per molti anni». Antonio e Gaetano si cercavano per condividere i momenti del tempo libero che si ritagliavano quando finiva il lavoro. Con lui Cagnacci aveva anche lavorato nella sua ditta edile. «Con lui – commenta il cognato – si lavorava molto». Le circostanze della vita avevano allontanato i due presi ognuno dalle proprie attività e dalle proprie famiglie. «È rimasto però sempre un grande affetto – conclude Cagnacci -e pochi giorni fa sono andato a trovarlo perché non si sentiva molto bene. Una persona unica che mi mancherà molto. Un gran lavoratore. Una persona per bene che ha insegnato molto a tanti». Gaetano aveva anche la passione del calcio ed era un grande tifoso del Napoli viste le sue origini campane. Spesso con i compaesani si divertiva a “sfottere” i tifosi della Juventus e loro a sfottere lui. Tutto senza mai sconfinare fuori dal clima di amicizia e rispetto. Era anche fra i soci sostenitori del circolino di Talamone. «Quando arrivavo a Talamone – dice un amico – era la prima persona che andavo a salutare». Era anche un amante del buon cibo, un buongustaio.
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