Il Tirreno

Grosseto

Nuovi Daspo per i tre tifosi

di Matteo Scardigli
Simone Ceri, ex vicepresidente del Grosseto Calcio, fuori dalla questura di piazza Palatucci il giorno dopo i fatti al campo sportivo di Roselle, in cui insieme a Riccardo Ciani e Marietto Titino Moni si scontrò con il custode Thomas Tenci
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Simone Ceri, ex vicepresidente del Grosseto Calcio, fuori dalla questura di piazza Palatucci il giorno dopo i fatti al campo sportivo di Roselle, in cui insieme a Riccardo Ciani e Marietto Titino Moni si scontrò con il custode Thomas Tenci

La questura toglie i provvedimenti per Ceri, Ciani e Moni. Ma dispone altri divieti. L’avvocato: «Se non saranno ritirati anche questi dovremo fare un ricorso al Tar»

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GROSSETO. Come anticipato a Il Tirreno dall’avvocato Lorenzo Contucci, difensore di Simone Ceri, Riccardo Ciani e Marietto Titino Moni, la questura di Grosseto ha ritirato i Daspo comminati ai tre per i fatti accaduti al campo sportivo di Roselle lo scorso 24 giugno: per la Digos ci furono violenza e lesioni ai danni di Thomas Tenci (il custode del campo), violazione di domicilio e danneggiamenti. Gli uffici di piazza Palatucci, tuttavia, hanno siglato nuovi atti.

«Come abbiamo sostenuto, i provvedimenti non erano legati ad alcun evento sportivo», ribadisce Contucci.

Sulla base di quel Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive), il 28 settembre Moni era stato arrestato dalla polizia di Pontedera perché trovato in auto diretto al parcheggio dello stadio Comunale di Ponsacco, dove si stava disputando la partita fra Mobilieri Ponsacco e Us Grosseto, valevole per il campionato di serie D.

Il tifoso, secondo la linea difensiva, era capitato accanto all’impianto sportivo (a gara già in corso) mentre era di ritorno da uno spostamento personale in tutt’altra zona.

Moni era stato subito rilasciato in applicazione dell’articolo 121 del Codice di procedura penale. Il Pubblico ministero aveva chiesto spiegazioni al giudice, con il risultato che per i tre era rimasto il divieto di accedere alle manifestazioni sportive mentre era stato rimosso l’obbligo di firma.

Contucci preannunciava allora ricorso al Tar, nel caso in cui la questura non avesse ritirato anche il resto del Daspo. Il ritiro è arrivato nei giorni scorsi, accompagnato però a stretto giro di posta da un nuovo atto.

«Ai miei assistiti è stato notificato un altro provvedimento, di misura inferiore», racconta l’avvocato di Ceri, Ciani e Moni, che poi aggiunge: «Ho fatto le memorie difensive e il giudice non ha convalidato neppure quello».

Secondo il legale, la questura ha fondato il nuovo atto sostenendo che il 24 giugno a Roselle, al momento dei fatti, fosse in corso un allenamento dei giovanissimi del Grosseto.

«Ho dimostrato che l’accaduto non aveva alcun legame con quell’allenamento», racconta ancora Contucci, che infine conclude: «Auspico che la questura ritiri anche questo secondo Daspo, altrimenti dovrò fare ricorso al Tar; che, penso proprio, lo accoglierà».


 

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