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Grosseto

Il caso

Grosseto, molesta una ragazza in piazza in pieno giorno

di Matteo Scardigli
Grosseto, molesta una ragazza in piazza in pieno giorno

Alla fermata del bus chiede sesso in cambio di soldi e allunga le mani

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GROSSETO. Piazza Tripoli, poco dopo le 13,30 di sabato 8 ottobre. Sotto il sole a picco, tra chi pranza al chiosco lì accanto e gli studenti delle scuole in attesa del pullman per tornare a casa, succede l’impensabile.

Alcuni testimoni, ancora sotto choc, raccontano che un uomo, di origine straniera e in evidente stato di alterazione, da alcuni minuti sta avvicinando chi gli capita chiedendo informazioni. Si sposta poi in direzione della fermata dell'autobus, dove diversi ragazzini stanno chiacchierando tra loro.

Fra questi, l’uomo si interessa con insistenza a una ragazza. La approccia chiedendole notizie sull’orario del servizio pubblico, ma ben presto cambia decisamente argomento.

In un italiano non fluente ma più che comprensibile – sempre secondo alcuni testimoni – le domande “di servizio” ben presto si trasformano in avances sempre più spinte fino ad arrivare a richieste esplicite: denaro in cambio di sesso.

Una molestia in piena regola, che per giunta non si ferma lì.

Davanti ai passanti l’uomo, in piedi di fronte alla ragazza, avrebbe allungato una mano per afferrare i pantaloni di lei poco al di sotto della cintura. Lei si divincola, ma l’uomo non si allontana. Rimane lì anche quando lei riesce a trovare il sangue freddo per chiamare aiuto.

Provenendo da via Tripoli, piombano quindi sul posto due volanti della polizia di Stato. Gli agenti scendono dalle auto, la giovane e una donna, che dichiara di aver assistito a tutta la scena, si fanno loro incontro.

Contestualmente l’uomo viene individuato e invitato a mettersi in disparte, sorvegliato a vista.

Gli agenti ascoltano il racconto della ragazza e raccolgono la testimonianza della donna, che poi (chiedendo l’anonimato) commenterà al nostro taccuino: «Di fronte a una cosa del genere non potevo tacere».

Dopo qualche minuto, però, l’uomo, seduto a ridosso del chiosco che ospitava l’edicola, si alza e si avvia in direzione della fermata dell’autobus; azione prontamente interrotta dal personale di polizia, che lo invita a tornare sui suoi passi.

L’uomo cerca allora di far valere le proprie ragioni, al che gli agenti gli comunicano che si deve accomodare sul sedile posteriore di una delle pattuglie per essere condotto in questura. La reazione dell’uomo, di nuovo, non è conciliante. Il personale di polizia, quindi, indossati i guanti d’ordinanza, riesce a condurlo a bordo.

La vicenda si conclude negli uffici di via Palatucci, dove l’uomo è stato infine identificato e denunciato. La ragazza, invece, sentita sul posto per sommaria informazione, conserva il diritto per i prossimi sei mesi di sporgere querela nei confronti dell’uomo.

(nella foto gli agenti raccolgono alcune testimonianze)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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