Il Tirreno

Grosseto

«Bolletta choc, così si chiude»

di Luca Barbieri
«Bolletta choc, così si chiude»

Costo dell’energia triplicato in un anno per una pescheria di Castiglione della Pescaia «Senza una soluzione, pensiamo allo stop invernale: non possiamo rimetterci così»

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CASTILIONE DELLA PESCAIA. «Con queste bollette così alte rischiamo di chiudere l’inverno: il paese rischia di perdere un punto luce, un servizio, per l’inverno». Un altro grido d’allarme, un’altra voce nella lunga lista disegnata dalle bollette choc (questa volta dell’energia elettrica) che arriva e che invoca misure, “tetti”, mostrando i carteggi che traducono plasticamente gli aumenti. La storia questa volta prende la strada di Castiglione della Pescaia, più precisamente dalla pescheria “Il maremmano”; sette persone al lavoro durante i mesi estivi che scendono a quattro durante l’inverno: pesce fresco, quello della zona, frutto di ore e ore di impegno. Nei giorni scorsi, però, la bolletta di agosto: 1. 579, 75 euro nel 2021, oggi passati a quota 4. 678, 46 euro.

«Il problema che il trend è rimasto questo per l’estate e anche per l’inverno si parla di ulteriori aumenti del 50% per l’energia elettrica. Noi come attività abbiamo un consumo costante tutto l’anno, però l’inverno, ovviamente, il volume d’affari cambia», spiega Niccolò Palmieri, ventitreenne, figlio del titolare Massimiliano (che aveva affidato ai social lo sfogo sull’ultima maxi-bolletta) .

«La nostra “ratio” è chiara: pesce fresco, filiera corta e non abbiamo voluto intaccare i nostri prezzi, nonostante tutto, quindi nessun aumento. Traduco: ci abbiamo “rimesso”, come si dice in gergo, quest’estate, dove abbiamo lavorato intensamente, servendo 22 ristoranti». Il bivio più che geografico, adesso, diventa stagionale: sì, perché con l’inverno e con i consumi costanti, come spiegano gli addetti ai lavori, il rischio è che l’ultimo trimestre del 2022 coincida con altre bollette della solita portata, ma a fronte di una diminuzione “fisiologica” del lavoro.

«L’inverno passiamo a quattro unità non a caso, ma rimaniamo sempre aperti per dare un servizio alla cittadinanza, perché siamo un punto luce di una zona che è a vocazione estiva. Presumo che la bolletta di settembre che arriverà nelle prossime settimane sarà simile a quest’ultima che abbiamo pagato. Poi bisogna ovviamente aggiungere quella dell’acqua…», aggiunge.

E conclude il giovane, figlio dell’imprenditore: «Già Castiglione l’inverno non è “vivo”, però se non si trovano soluzioni diventa complicato restare aperti durante la stagione invernale: ho amici che hanno chiuso il loro negozio, piccoli imprenditori in ginocchio. Di questo passo non so se riusciremo a tenere aperta la pescheria l’inverno senza rimetterci con queste bollette così alte».


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