Gioco
Stop agli sprechi. Luci ridotte dalle 23 e limitazioni per i termosifoni
Alle 22 spenti apparati artistici e torri faro: la decisione del sindaco contro il caro-energia
GROSSETO. Ad appena due giorni di distanza dalla promessi di circa 400mila euro di fondi municipali per aiutare un migliaio di famiglie in difficoltà a pagare le bollette, anche il Comune corre ai ripari contro il caro-energia: diciamo addio alle strade illuminate a giorno in piena notte e ai termosifoni perennemente accesi.
Da ieri ci sono nuove regole da seguire. Proprio per fronteggiare questa emergenza, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha emesso un’ordinanza per la gestione del calore e dell’illuminazione pubblica. Per quanto riguarda la pubblica illuminazione, dalla domenica al giovedì sarà ridotto il flusso luminoso dalle 23, mentre il venerdì e il sabato a partire dall’una di notte: ciò significa che rimarrà acceso solo un lampione ogni due, o ogni tre. Una misura che era già stata adottata anche negli anni passati, a partire dalla mezzanotte. Inoltre, al mattino i lampioni si spegneranno mezz’ora prima del solito e la sera si accenderanno mezz’ora più tardi (intorno alle 19).
Saranno spente del tutto dalle 22 le torri faro: si tratta di punti luce di rinforzo installati nei parchi della città (a esempio, in quello di via Giotti) e nei percorsi ciclopedonali. Ovviamente, queste zone non rimarranno completamente al buio, perché saranno comunque accesi alcuni dei lampioni presenti. Sempre dalle 22, sarà spenta anche tutta l’illuminazione artistica nelle piazze e negli edifici del centro storico. La guerra fra Russia e Ucraina fa calare il buio anche per il Canapone di piazza Dante. Il tutto, però, sarà rodato con cura: il Comune, infatti, monitorerà la situazione per verificare che queste misure siano adatte a garantire la sicurezza. In caso contrario, il sindaco assicura che saranno presi provvedimenti.
Spesso, soprattutto negli anni passati, molti studenti si lamentavano perché i termosifoni rimanevano accesi fino a primavera, rendendo l’ambiente fin troppo caldo. Da quest’anno cambia tutto. Chi ha frequentato la scuola negli anni di pandemia ha probabilmente già ideato qualche trucchetto per fronteggiare il freddo: negli ultimi due anni, infatti, nelle aule scolastiche le finestre dovevano rimanere aperte per cercare di diminuire il più possibile il diffondersi del virus. Quest’inverno, invece, finestre aperte per solo dieci minuti all’ora, ma temperatura massima a 18 gradi (con due gradi di tolleranza), due gradi in meno rispetto a quelli consentiti negli scorsi anni. Gli impianti di riscaldamento saranno accesi tutti i giorni dalle 8 alle 12,30, e dalle 8 alle 15,30 nelle scuole con tempo pieno. Si spegneranno dunque mezz’ora prima della fine delle lezioni. Nelle palestre scolastiche, invece, il riscaldamento sarà acceso solo all’occorrenza.
Da ieri sono stati spenti, inoltre, tutti gli impianti di raffrescamento. La temperatura massima consentita negli edifici pubblici di proprietà comunale è di 19 gradi. Gli impianti di riscaldamento saranno accesi dalle 7,30 alle 12,30 il lunedì, il mercoledì e il venerdì, mentre il martedì e il giovedì dalle 7,30 alle 17.
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