Sicurezza
Morì durante la battuta. Per sei cacciatori chiesta l’archiviazione
Indagini ristrette a uno solo dei compagni
GROSSETO. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione della posizione di sei dei sette compagni di caccia di Marco Tommasi, l’operatore finanziario grossetano morto a 61 anni durante una battuta di caccia al cinghiale a Cinigiano, il 23 novembre dello scorso anno.
Rimane sotto inchiesta, per il reato di omicidio colposo, Massimiliano Rusci, 53 anni, dal momento che – secondo i risultati delle indagini contenuti nel fascicolo del pm – gli accertamenti svolti dai carabinieri e le consulenze tecniche effettuate (quella balistica, quella medico legale e quella merceologica) restringono soltanto a lui le presunte responsabilità. Notizia di reato infondata, quindi, per Iacopo Franci, 33 anni, Alessandro Magini, 34 anni, Gabriele Ferretti, 35 anni, Franco Dari, 70 anni, Paolo Sassetti, 44 anni, ed Ermanno Giorgini, 84 anni, assistiti dagli avvocati Francesca Carnicelli, Luciano e Francesco Giorgi, Simone Borghetti e Pietro Terminiello, tutti residenti (se non originari) nel territorio di Cinigiano.
Tutti e sette erano finiti nel registro degli indagati quando la Procura aveva fatto compiere l’autopsia sul corpo di Tommasi, per consentire loro di nominare propri consulenti per seguire le operazioni della dottoressa Valentina Bugelli, incaricata dal pm. Gli indagati avevano indicato propri specialisti e così aveva fatto anche la famiglia di Tommasi, seguita dagli avvocati Giovanna Canessa e Leonida Calvisi. Numerosi frammenti metallici della misura di pochi millimetri erano stati prelevati dal corpo di Tommasi. La specialista aveva anche accertato che il foro di entrata è situato dietro all’orecchio sinistro e che quello di uscita è situato nella parte destra della nuca.
Il Ris dei carabinieri si era occupato della balistica: erano stati sequestrati tutti e 25 i fucili dei partecipanti alla tragica cacciata, nonché le munizioni di cui erano dotati. Il compito affidato al Ris comprendeva anche accertamenti sullo stato dei luoghi, sulle posizioni, sulle distanze, su tutto ciò che fosse risultato utile per ricostruire l’evento. Sequestrate all’epoca anche le carcasse dei quattro cinghiali abbattuti in quella giornata.
Il compendio dei risultati delle consulenze ha indotto il pm a restringere il campo e a stralciare la posizione di Rusci, assistito dalle avvocate Angela Casini e Cecilia Corsini, ritenendolo come unico possibile sospettabile per l’ipotesi di omicidio colposo. Un fascicolo che cammina parallelamente a quello per il quale è stata richiesta l’archiviazione e che è arrivato alla fase di conclusione delle indagini.
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