Sicurezza
Chiosco di piazza Tripoli. Per il Tar addio all’edicola
Bocciato il ricorso e licenza decaduta, il Comune annuncia già l’ordine di rimozione. Ma il gestore Mario Bismuto non molla
GROSSETO. Il grande chiosco che fino al 2014 ospitava l’edicola di piazza Tripoli, all’incrocio tra la via omonima e via Porciatti, potrebbe avere i giorni contati. Almeno secondo quanto prevede il Comune di Grosseto, il grande parallelepipedo di lamiera color verde le cui saracinesche sono abbassate ormai da anni, sarà rimosso in seguito alla sentenza del Tar della Toscana che – nei giorni scorsi – ha dato ragione all’amministrazione, con la quale il proprietario dell’edicola aveva aperto un contenzioso amministrativo. Tuttavia, non è detta l’ultima parola…
Questa vicenda un po’paradossale prende le mosse nel lontano 2014, quando Mario Bismuto, titolare di una licenza per la vendita di giornali ha un problema di salute ed è costretto a sospendere la propria attività. Il chiosco che ospita l’edicola, così, rimane chiuso a partire dal 2015, ma Bismuto continua ad aprire l’edicola una volta all’anno nella speranza di mantenere la licenza per la vendita di giornali e nel frattempo trovare un acquirente. Lo fa interpretando l’articolo 70 del regolamento della legge regionale che recita: «L’attività di commercio in sede fissa, di vendita della stampa quotidiana e periodica e di somministrazione di alimenti e bevande può essere sospesa per un periodo massimo di dodici mesi consecutivi». Aprendo una volta all’anno, Bismuto conta dunque di interrompere i termini della chiusura consecutiva, e avere un altro anno di tempo. L’apertura una tantum va avanti fino al 2018, quando il Comune decide di notificare il decadimento della licenza in base all’articolo 106 comma 1 lettera c) della legge regionale, ritenendo sia stato superato il «limite temporale di tolleranza ammesso dall’ordinamento». Perché il concetto stesso di attività commerciale implica una «condotta dinamica, incompatibile con una situazione di immobilità protratta nel tempo». E dal momento che un’attività commerciale, per definirsi operativa, deve «essere effettivamente esercitata lungo un arco temporale serio e con un giro d’affari non irrisorio».
Bismuto nel 2019 ricorre al Tar, che ora – tre anni dopo – gli dà torto, riconoscendo invece le ragioni dell’amministrazione comunale.
«A questo punto – spiega l’assessore alle attività produttive Bruno Ceccherini – in forza della sentenza del Tar noi riteniamo la licenza decaduta. In futuro verificheremo se sia il caso di pubblicare un nuovo bando per la sua riassegnazione». Quanto alla sorte del grande chiosco di piazzetta Tripoli (19 metri quadrati) , il suo destino secondo l’amministrazione comunale sarebbe segnato. «Il Comune – spiega l’assessora a finanze e demanio, Simona Rusconi – ha cercato in ogni modo di comprendere le ragioni del signor Bismuto, ma dopo tanti anni di inattività dell’esercizio commerciale, sulla base della sentenza del Tar che ci ha dato ragione, emetteremo un’ordinanza di rimozione del manufatto e del ripristino dei luoghi. Piazzetta Tripoli, infatti, è di proprietà del Comune che deve tornare in possesso dell’area occupata impropriamente. Nel caso l’ex titolare della licenza non provveda, la rimozione sarà a carico del Comune che poi si rivarrà delle spese sostenute».
Mario Bismuto, però, non ha alcuna intenzione di demordere. «In questi anni – spiega – molte edicole sono state trasformate in altre attività. Io ho sempre regolarmente pagato la tassa sull’occupazione del suolo pubblico per i locali accatastati come attività commerciale, in base a una licenza edilizia rilasciata dal Comune di Grosseto. Non ricorrerò al Consiglio di Stato perché non posso aspettare altri 4-5 anni, ma presenterò una nuova Scia (Segnalazione certificata di Inizio attività) per aprire una nuova attività. In modo da poter individuare un acquirente, che già avevo trovato nel 2021 ma che si era tirato indietro per via del contenzioso al Tar».
La vicenda, peraltro, si colloca nel contesto della crisi della rete distributiva dei giornali. E negli anni scorsi ha visto anche l’intervento dell’associazione” Amici di piazza Tripoli”, che aveva sollecitato il Comune a far rimuovere il chiosco perché inutilizzato da anni, con l’obiettivo di riqualificare quell’angolino di città.
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