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Lilt a rischio chiusura, il commissario Giannoni: «Sosteneteci»

di Matteo Scardigli
La sede Lilt in via Edmondo De Amicis a Grosseto
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La sede Lilt in via Edmondo De Amicis a Grosseto

Sanate le pendenze, l’ente provinciale è a caccia di risorse

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GROSSETO. Denaro, macchinari e personale. In provincia Lilt rischia di chiudere; perché, spiega il “commissario” pro tempore Renzo Giannoni, «la prevenzione non si fa con i sogni».

Giannoni, già direttore di Monte dei Paschi, il 5 agosto è stato eletto organo monocratico per rimettere in sesto l’associazione e indire nuove elezioni per ricostituire il comitato direttivo. Al suo arrivo, però, ha trovato «una cassa insufficiente a coprire i debiti e spese indifferibili da onorare». Tra affitto, noleggio dei macchinari, e compensi di medici e personale dipendente la Lega deve pagare fra i 7 e i 10mila euro.

Lilt conta circa 1.500 associati nel solo Comune capoluogo, il doppio a Orbetello. Il 2022 è l’anno del centenario nazionale, ma sul territorio della Maremma e dell’Amiata oggi si trova costretto a chiudere.

«Lilt è pulita, tutte le pendenze sono state sanate», premette Giannoni, sgomberando il campo da ogni dubbio: «La gente crede che sia chiusa, ma il nostro mammografo, nel solo 2021, ha erogato più di mille interventi». Ma proprio il mammografo è la prima delle criticità che minano la sopravvivenza dell’associazione: «Ha un problema tecnico al server per l’archiviazione dell’esito dell’incontro. Per intervenire sul macchinario serve un ingegnere biomedico», spiega il commissario.

La lista dei problemi di Giannoni prosegue: «Servono dermatologi, ginecologi, radiologi, senologi e urologi. Servono soprattutto medici volontari, basterebbe un pomeriggio al mese per ciascuno di loro per abbattere di un anno le liste di attesa. Ecco perché ho scritto alla presidente dell’ordine dei medici Paola Pasqualini».

La squadra che il commissario ha riunito attorno a sé per rilanciare l’ente conta anche esperti di fundraising, ma «tesseramento e la compartecipazione non sono sufficienti». Di cui l’appello al mondo della finanza: «Sosteneteci».

Se la barca affonda, le spese diventeranno debiti. Ecco perché Giannoni bussa a ogni porta, partendo dagli storici sostenitori: «Se riusciremo a restare aperti organizzeremo un corso di yoga (a partire dai prossimi giorni, con Giada Russo) per assistere nella patologia del dolore chi ha subito interventi, un corso di educazione alimentare con la nutrizionista e un corso contro il fumo».

Nel mese di ottobre della Prevenzione Rosa (novembre sarà invece dedicato alla prostata), per info legatumorigrosseto@tiscali.it e 0564 453261. Per donare il 5x1000 il codice beneficiario è 92008470533.


 

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