Il Tirreno

Grosseto

L’incendio

Cinigiano riparte dopo il rogo: 800 ettari andati in fumo

di Matteo Scardigli
Cinigiano riparte dopo il rogo: 800 ettari andati in fumo

La Regione stanzia i fondi per gli interventi di somma urgenza e annuncia il via ai lavori Entro il mese la possibilità di candidarsi ai ristori per le imprese che hanno subìto danni

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CINIGIANO. Chiusa la stagione estiva e scaduto (il 15 settembre) il divieto assoluto di abbruciamenti, Regione Toscana tira le somme e scrive nero su bianco la parola d’ordine: prevenzione. E per la zona della Maremma e dell’Amiata, flagellata – in particolare – da un luglio d’Inferno, arrivano buone notizie.

Anzitutto, la giunta del presidente Eugenio Giani ribadisce (qualora ce ne fosse bisogno) che il rogo di Cinigiano, con i suoi quasi 800 ettari andati in fumo (di cui ben 570 di superficie non boscata), è stato il secondo evento più devastante dell’anno in Toscana (il primo, quasi in contemporanea, quello di Massarosa che ha interessato una superficie di 900 ettari). I dati regionali certificano poi che Grosseto è la seconda provincia toscana sia per numero di eventi (88, dietro agli 89 di Firenze) che per ettari di superficie boscata percorsa dalle fiamme (549 dietro ai 1.049 di Lucca).

In seconda battuta, l’ente apre il capitolo degli stanziamenti: 500 mila euro (a livello regionale) subito sul piatto per i più urgenti interventi di salvaguardia, che a Cinigiano partiranno fra pochi giorni, e soprattutto l’attesissimo bando per accedere alle risorse del Psr (il programma di sviluppo rurale) per un importo complessivo di 2,7 milioni di euro per i danni alle strutture subiti dalle imprese agricole.

Notizie che la sindaca Romina Sani accoglie a braccia aperte. «Siamo felicissimi», conferma, e subito premette: «Quanto alle risorse destinate al Comune, ho ritenuto di dover chiedere solo 70mila euro (per i quali, al momento, le casse pubbliche sono “scoperte”) in relazione alle spese che abbiamo sostenuto per gli interventi di somma urgenza. Il resto – precisa – lo cercheremo tramite bandi e concorsi».

Quanto agli interventi di salvaguardia si parla di forestazione, cioè di ripristino e messa in sicurezza delle pertinenze di strade e percorsi (escluse, quindi, nuove piantumazioni). Qui la questione è più complessa: «I fondi per il municipio ammontano a 140mila euro. Il progetto che noi abbiamo realizzato, invece, prevede una spesa di 700mila euro», sottolinea la sindaca. Un progetto rientra nelle competenze dell’Unione dei Comuni montani Amiata Grossetana.

Infine, parte oggi il conto alla rovescia per l’attivazione del bando Psr. A ormai tre mesi dall’incendio, sono tantissime le imprese che aspettano i risarcimenti. E Sani conclude: «Secondo le stime fatte dalle associazioni di categoria, ai rispettivi associati sono da riconoscere complessivamente 400mila euro (Confederazione italiana agricoltori) e 1,8 milioni (Coldiretti)».




 

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