Il Tirreno

Grosseto

I provvedimenti

Caos Daspo: dopo l’arresto sparisce l’obbligo di firma per il caso di Roselle

di Matteo Scardigli
Caos Daspo: dopo l’arresto sparisce l’obbligo di firma per il caso di Roselle

Il Pm chiede chiarimenti sul caso di Ceri, Ciani e Moni

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GROSSETO. Dopo l’annullamento, arriva il contrordine sotto forma di chiarimento del Tribunale.

Il Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) ingiunto dal questore di Grosseto Antonio Mannoni a Simone Ceri (10 anni), Riccardo Ciani (8 anni) e Marietto Titino Moni (8 anni) in seguito ai fatti avvenuti al campo sportivo di Roselle lo scorso 24 giugno (per la Digos ci furono violenza, lesioni, violazione di domicilio e danneggiamenti) è ancora valido, ma “a metà”.

L’arresto di Ciani ha scoperchiato un calderone giuridico-normativo. Era stato fermato mercoledì dalla polizia di Pontedera mentre era diretto in auto al settore ospiti del parcheggio dello stadio Comunale di Ponsacco, dove si stava disputando la partita fra Mobilieri Ponsacco e Us Grosseto, valevole per il campionato di serie D.

Dopo l’identificazione sul posto, da successivi controlli, sul computer della polizia è emerso il Daspo; e quindi gli agenti hanno arrestato il tifoso biancorosso in flagranza di reato.

Il giudice, però, applicando l’articolo 121 del Codice di procedura penale, aveva disposto che Ciani fosse rimesso immediatamente in libertà; accogliendo – di fatto – la tesi difensiva del legale dei tre, l’avvocato Lorenzo Contucci, secondo il quale da un lato Ciani si trovava accanto allo stadio sostanzialmente per caso, e dall’altro i fatti di Roselle non sono collegati a o motivati da una manifestazione sportiva e quindi non giustificano il Daspo.

«Alla luce di ciò il Pubblico ministero ha chiesto chiarimenti al giudice», racconta Contucci, che poi spiega: «Per i miei tre assistiti rimane il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, ma non l’obbligo di firma».

E annuncia: «Se la questura non ritira il provvedimento per autotutela, cosa che ritengo farà, noi procederemo con un ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana».

Per il momento, in sintesi, Simone Ceri, Riccardo Ciani e Marietto Titino Moni devono continuare a tenersi a regolamentare distanza dalle manifestazioni sportive, ma da ieri – chiarisce il giudice – non devono più comparire davanti all’ufficio di polizia in occasione delle gare dell’Us Grosseto.


 

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