Sicurezza
Alcol Vietata la vendita dopo le 21 «Serve per garantire la sicurezza»
Il sindaco: problemi di ordine pubblico tra la stazione e il centro storico
GROSSETO. Una stretta sulla sicurezza urbana che, ieri pomeriggio, ha scatenato il panico tra gli esercenti grossetani che hanno il locale in via Roma e dintorni. Terrore, poi rientrato, dovuto all’ordinanza 97 emessa dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna - e raccontata in un breve post e con un video sulla sua pagina Facebook - con la quale viene vietata la vendita e la vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle 21 alle sei di mattina nell’area compresa tra via Buozzi, via Trieste, via Mameli, viale Sonnino, via Bonghi, via Lanza, via Manetti, viale Porciatti e via Tripoli. In pratica, tutt’intorno via Roma, alle porte del centro storico. In un primo momento, leggendo il testo, in molti hanno temuto che si trattasse di una sorta di proibizionismo notturno in zona, e che il divieto riguardasse anche la somministrazione al tavolo di alcolici e superalcolici; ciò avrebbe gravemente danneggiato locali, ristoranti e pizzerie della zona, con una sorta di proibizionismo notturno. Tra di loro Mariana Victoryno Barboi, titolare del bar 100 metri, all’inizio di via Roma. «Se dovessero vietare la somministrazione di alcolici la notte mi farebbero fallire - dice la donna - Sono le ore in cui lavoro di più. Ho anche un barman assunto a tempo indeterminato. Come potrei andare avanti?». In un secondo momento, il Comune ha specificato che la somministrazione è consentita: in quell’area, pertanto, è possibile bere una birra seduti al tavolo, ma non si può comprare una bottiglia per portarla via e berla, a esempio, seduti su una panchina. Il sindaco del capoluogo ha ritenuto necessario firmare questa ordinanza - valida da ieri e fino al 20 novembre - perché in queste zone, e in particolare in via Roma, i cittadini hanno più volte segnalato atteggiamenti aggressivi, violenti e molesti da parte di alcuni assidui frequentatori delle attività commerciali della zona.Da tempo, via Roma e le zone limitrofe sono sorvegliate speciali da parte delle forze dell’ordine: non è raro passare di lì durante le ore notturne e vedere i lampeggianti accesi, e al fianco dell’auto gli agenti intenti a eseguire controlli di vario tipo. Ma questi non sono stati ritenuti più sufficienti: «Nonostante la presenza assidua della polizia municipale e delle forze di polizia, anche mediante presidi fissi in zona, non si è riusciti - si legge nell’ordinanza - a contenere il consumo su area pubblica e l’abuso di bevande alcoliche». E continua: «Soprattutto nell’ultimo periodo, i residenti hanno segnalato all’amministrazione comunale fatti gravi che dimostrano reazioni sempre più aggressive da parte di soggetti alterati per l’abuso di sostanze alcoliche. In alcune occasioni, gli avventori che stazionano fuori da quei locali molestano verbalmente i passanti che camminano sul marciapiede, soprattutto donne». Una scelta ritenuta esagerata da Barboi: «È vero, ogni tanto c’è qualche aggressione, ma la polizia passa quasi tutte le sere a controllare, e la situazione è tranquilla». L’ordinanza, comunque, non ha scontentato tutti: «Ci aiuta a rendere la zona più tranquilla», dice Alessio Senesi, titolare del Café Hashtag di via Oberdan. «Con questa decisione, e con l’intensificazione dei servizi di controllo, l’amministrazione comunale pensa di incidere su questa problematica, con l’obiettivo di riportare tranquillità, serenità e sicurezza nelle strade del territorio», dice il sindaco.Ieri pomeriggio, il presidente della Federazione italiana pubblici esercizi di Confcommercio Grosseto, Danilo Ceccarelli, era sul piede di guerra: come detto, all’inizio non era stato specificato se a essere vietata era la sola vendita o anche la somministrazione. Una volta chiarito l’equivoco, gli animi si sono calmati. È rimasta comunque la delusione: «Non siamo stati minimamente interpellati in questa scelta. Così facendo hanno delegittimato il nostro operato. Chiediamo di essere considerati e ascoltati», dice il presidente Fipe, secondo il quale, comunque, questa ordinanza non risolve i problemi: «Se uno si vuole ubriacare e fare confusione va al supermercato, compra 12 birre, le beve e poi esce».
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