Il Tirreno

Grosseto

Una storia simbolo

«Questo parto è stato speciale, un’esperienza dolcissima»

di Nicole Terribile
«Questo parto è stato speciale, un’esperienza dolcissima»

I neogenitori: Enea è venuto al mondo tra mille attenzioni

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Grosseto Accogliere un nuovo membro nella propria famiglia è un’esperienza magica. Il parto, però, per molti neo-genitori può trasformarsi in un’esperienza traumatica. Uno dei giorni più belli, la nascita del proprio bambino, può essere rovinato da un trattamento freddo e affatto empatico da parte di chi deve prendersi cura dei pazienti. Molte donne lamentano, dopo il parto, di essere state trattate da medici e infermieri come numeri, solo come partorienti, come se i loro sentimenti non contassero o non fossero importanti.

E Ilaria Brinieri non voleva che capitasse anche a lei. Voleva vivere il parto, il momento in cui avrebbe potuto stringere finalmente tra le braccia il suo piccolo Enea, fosse speciale. Voleva che avvenisse il tutto nel modo più naturale e fisiologico possibile, avere accanto a sé il suo amato Massimo Nanni e sentirsi "coccolata". E così è stato. «Abbiamo avuto un’esperienza di parto bellissima all’ospedale Campostaggia di Poggibonsi e vogliamo condividerla con tutti i futuri genitori», dice la coppia grossetana, che si è interessata in modo particolare a questo ospedale perché desideravano che il parto fosse il meno medicalizzato possibile. Siccome i valori della donna erano tutti nella norma, il dottore che l'ha seguita per tutta la gravidanza le ha concesso il nullaosta per partorire nel reparto di ostetricia di Poggibonsi.

Ilaria e il suo compagno desideravano che i loro sentimenti venissero presi in considerazione durante quel momento tanto importante quanto eccitante e spaventoso al tempo stesso. Nanni, 36 anni, è un vigile del fuoco e sa bene cosa significa avere a che fare con le persone nel momento del bisogno, quando stanno soffrendo e sono spaventate. Così come la trentenne Brinieri, che ha studiato psicologia e si occupa di pet therapy. «L’ambiente era molto tranquillo, quasi familiare: la stanza sembrava un monolocale, con il bagno privato e un letto matrimoniale dove può stare anche il partner: questo permette di rilassarsi, di sentirsi più a proprio agio», racconta Nanni. Inoltre, c’era anche la vasca per chi vuole vivere l’esperienza del parto in acqua.

La coppia è entrata in sala parto intorno alle 15. Il piccolo Enea è nato alle 20,40. In quelle ore, insieme alla coppia c’era un’ostetrica, che ha seguito passo dopo passo Ilaria. «È stata un’esperienza molto intima. L’ostetrica chiedeva se poteva fare determinate manovre o meno, con un approccio veramente umano», raccontano ancora. Tutto è andato per il verso giusto, fino a pochi istanti dopo la nascita, quando Ilaria ha avuto una complicazione. «Subito si sono precipitati nella stanza il ginecologo e altre ostetriche. Hanno gestito alla perfezione anche la parte medicalizzata – racconta Nanni – Il ginecologo, nonostante stesse affrontando un’urgenza, ha dedicato un attimo di tempo anche a me per informarmi che Ilaria doveva essere operata».

Inoltre, il neo-babbo ha apprezzato tantissimo il fatto che, nonostante sia sopraggiunta questa complicazione, ostetriche e infermiere non hanno messo in secondo piano il bambino, come spesso accade in questi casi, e hanno permesso a Nanni di “incontrarlo”. Per fortuna, tutto si è risolto, e Ilaria ha potuto stringere tra le braccia il suo piccolo, anche se per poco.

«Enea aveva l’ittero e l’hanno poi dovuto portare via. Hanno gestito al meglio anche questa situazione, perché hanno compreso quanto il distacco fosse difficile per noi, seppur per un motivo sacrosanto», dice Brinieri.

La donna è rimasta ricoverata al Campostaggia per cinque giorni. «Sono potuto entrare in camera di Ilaria dalla mattina alle 10 fino alla sera alle 19,30. In altri ospedali i compagni possono entrare solo durante gli orari di visita, che si riducono a una manciata d'ore. Per noi è stato molto importante, perché stando insieme il tempo è passato più velocemente, facendo due chiacchiere, tenendosi compagnia a vicenda», racconta ancora Nanni. Insomma, un’esperienza che ha lasciato un ricordo felice nei due neogenitori e che hanno voluto condividere, affinché altri possano vivere il parto e i primi giorni del bambino nel migliore nei modi.

«Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile, in un modo o nell’altro, la buona riuscita del parto: il dottor Antonio Fava, le ostetriche Sofia Parigi, Tiziana Landi, Gabriella Viviani, la responsabile Chiara Nencioni, il primario di ostetricia e ginecologia Massimo Gabbanini e il primario di pediatria Angelo Cardiello».

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