La manifestazione
Diaccialone. Via quei cancelli
Il Tar ha respinto la richiesta di sospensione avanzata dalla proprietà dell’azienda. «Non viene precisato dove sono i pascoli che sarebbero danneggiati dall’ordinanza»
CAPALBIO. I cancelli del Diaccialone dovranno essere rimossi. Lo ha deciso la terza sezione del Tar della Toscana che ha respinto l’istanza di sospensione promossa dalla famiglia proprietaria dell’azienda agricola Diaccialone. La sospensione riguardava l’ordinanza emessa dal Comune di Capalbio che prevedeva la rimozione dei due cancelli che chiuderebbero una strada che sarebbe di uso pubblico. I cancelli in questione si trovano uno lungo la strada Pescia Fiorentina - Manciano in zona Diaccialone, a circa 2400 metri dall’intersezione con la strada comunale di Campo delle Miniere; l’altro sulla stessa strada ma a Macchia Carbona a 250 metri dal confine con Manciano.La battaglia dei cancelli del Diaccialone dura ormai da anni quando i Comuni di Manciano e Capalbio decisero di sostenere che quei due cancelli non potevano ostacolare il passaggio su una strada considerata vicinale a uso pubblico. A iniziare una battaglia legale sono stati poi alcuni proprietari di abitazioni in località Macchia Carbona che vorrebbero passare per quella strada, per raggiungere prima Pescia Fiorentina e quindi Capalbio. I titolari dell’azienda avevano richiesto la sospensiva sostenendo che la rimozione dei cancelli avrebbe danneggiato gli allevamenti presenti nella proprietà. Il Tar non ha ritenuto di accogliere questa motivazione spiegando che il pregiudizio non è provato dato che i titolari dell’azienda non hanno spiegato con precisione dove sono posizionati i pascoli nella grande azienda agricola. La battaglia legale, portata avanti a colpi di corsi e ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, aveva visto il Tar, dare ragione, in un primo momento, ai titolari del Diccialone. Di recente però, il Consiglio ha riconosciuto che quella strada chiusa da due cancelli è vicinale a uso pubblico. L’ultima ordinanza aveva respinto la richiesta del Diaccialone di sospendere la precedente sentenza, sempre del Consiglio di Stato. Sentenza che aveva, a sua volta, riformato la decisione, favorevole al Diaccialone, con cui il Tar della Toscana aveva annullato la diffida a rimuovere i cancelli disposta dal Comune di Capalbio.Ora il Tar, respingendo la sospensiva, ha dato il via all’ordinanza del Comune di Capalbio che prevede che i cancelli siano buttati giù. Resta da vedere, una volta tolti i cancelli, cosa è rimasto di una strada che sembra ormai invasa dalla vegetazione e ridotto a una mulattiera dove non sarebbe rimasta nessuna traccia di una strada percorribile forse nemmeno a piedi.
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