Il Tirreno

Grosseto

La città che cambia

Grosseto, in via Orcagna è sos viabilità. Arriverà una rotatoria

di Maurizio Caldarelli
Grosseto, in via Orcagna è sos viabilità. Arriverà una rotatoria

La zona accoglierà con tutti i comfort lo sbarco di Mediaworld. Ma intanto sette famiglie sono fuori casa dall’agosto del 2019

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GROSSETO. L’arrivo del colosso Mediaworld in via Orcagna, nell’area che ha ospitato in passato la concessionaria Fiat Chelli & Tintori, ha reso non più rinviabile una sistemazione della viabilità di un tratto nevralgico della città, tra via Orcagna, via Telamonio e via Cimabue, strade che portano verso il mare e nel centro della città.

Dall’agosto del 2019, dopo il sequestro della palazzina di via Cimabue a causa di criticità statiche, via Orcagna è percorribile solo arrivando da via Cimabue e da via Telamonio, mentre per tornare indietro gli automobilisti devono utilizzare via del Tiro a segno, via Preselle o la zona Peep Pizzetti. Dalla primavera 2023 Mediaworld utilizzerà un capannone realizzato dalla Cittadella Immobiliare, che lo darà in locazione alla multinazionale tedesca Come ha sottolineato l’imprenditore Marco Berti al Tirreno, «l’apertura di Mediaworld sarà un primo passo per la riqualificazione dell’area». I capannoni di via Orcagna, ma anche la palazzina di via Cimabue transennata e una casetta di proprietà di un anziano, ospite di una casa di riposo, sono sempre più teatro di episodi di spaccio, furto, occupazioni abusive e atti di vandalismo, a spese di chi, come le sette famiglie di condomini fuori casa, stanno pagando il caro prezzo della burocrazia.

Una rotatoria
La giunta comunale di Grosseto, che ha compiuto anche di recente un sopralluogo nell’area, ha approvato ad aprile un intervento straordinario di manutenzione per la viabilità, con la creazione di una rotatoria che possa permettere di far tornare la normalità. Il progetto approvato dall’amministrazione comunale prevede l’eliminazione di un’aiuola che si trova a ridosso della casa sotto sequestro, l’abbattimento di tre pini e lo spostamento del palo di illuminazione, in modo da realizzare una rotatoria compatta di ventisette metri. L’intervento comunale prevede una spesa complessiva, stando al preventivo approvato cinque mesi fa, di oltre 97.000 euro, dei quali quasi 58.665 di lavori a base d’asta. Nel progetto si prevede la piantumazione di nove alberi per compensare i tre pini abbattuti, ma anche il riallineamento dei tombini e delle griglie per garantire la massima funzionalità in caso di pioggia. «Si sta dialogando con i residenti della zona – confermano gli assessori Riccardo Ginanneschi e Riccardo Megale – per arrivare a una soluzione gradita a tutti. E a breve presenteremo il progetto esecutivo».

«La nostra vita è dentro»
Sullo sfondo dei lavori per la sistemazione della viabilità per accogliere, con i necessari comfort, i clienti di Mediaworld, c’è la toccante situazione delle famiglie fuori casa ormai da tre anni, che non sanno ancora se e quando potranno tornare a dormire sul loro letto. «La nostra vita è tutta là dentro», dice uno dei condomini, Michele Virgili, ormai da 37 mesi ospitato dai suoceri, dopo l’ordinanza comunale del 13 agosto 2019. «Il Comune – prosegue – ci ha chiesto di mettere in sicurezza il palazzo, probabilmente perché stanno facendo i lavori per l’arrivo di Mediaworld e hanno bisogno della viabilità. In precedenza non si è mai visto nessuno». Allora, se proprio l’ente ha fretta, fa intendere Virgili, «la palazzina la metta in sicurezza il Comune, oltre a sistemare le strade». Virgili sta combattendo una battaglia lunga, senza certezze, mentre la privacy, l’intimità viene continuamente violata. Nello scorso fine settimana, i soliti ignoti hanno rotto il vetro di un portoncino, una finestra e sono entrati in uno degli alloggi del palazzo. Episodi sempre più frequenti ai quali i cittadini chiedono di mettere fine una volta per tutte. «Studieremo le mosse da fare – spiega Michele Virgili – per giovedì 16 settembre è stata convocata una riunione di condominio. Faremo fronte comune per dire basta a queste occupazioni abusive, allo spaccio di droga nei nostri locali». Dal punto di vista processuale non si sarebbe ancora mosso niente, «ma per la prossima settimana è stata convocata la prima udienza del processo civile. I nostri avvocati porteranno davanti al giudice tutti gli incartamenti, con le perizie, e in base a quello verrà fatta una valutazione dei danni. Non dimentichiamoci che è dal 9 agosto 2019 che siamo fuori casa». Una volta completata l’inchiesta e appurate le responsabilità, le assicurazioni dovranno provvedere al risarcimento. 

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