Il Tirreno

Grosseto

Lutto

Addio Vezio Bevilotti, principe dell’edilizia al top degli industriali

di Matteo Scardigli
In una vecchia foto prima della malattia
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In una vecchia foto prima della malattia

La sua eredità nelle opere realizzate sul territorio

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ROCCALBEGNA. Se n’è andato la mattina di domenica nel letto di casa, circondato dall’amore della famiglia: la moglie Valeria Lidia Bravi, i figli Flavio e Stella, e il nipote Filippo. E ieri, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, ha ricevuto l’ultimo saluto.

Vezio Bevilotti era nato il 28 gennaio 1942 a Roccalbegna. Da giovanissimo aveva imparato il lavoro in cantiere insieme al padre Belisario. Col sudore della fronte e i calli sulle mani aveva saputo costruire la sua Bevilotti srl, arrivando a impiegare oltre 60 dipendenti e un ampio indotto. A suon di appalti persi aveva mandato a memoria leggi e leggine.

Apice della sua carriera fu la nomina alla vicepresidenza dell’associazione industriali, all’epoca presieduta da Gianni Palmieri.

«La sua unica passione era il lavoro. Era uno di quei babbi che usciva la mattina e tornava la sera; ma non si cenava mai senza di lui», racconta la figlia Stella, che insieme al fratello ne ha raccolto l’eredità «Ci ha cresciuti nell’abitudine alla responsabilità. Abbiamo sempre lavorato al suo fianco, e oggi cerchiamo di portare avanti la sua opera per non disperdere il capitale di conoscenze che aveva accumulato. Una parte dei suoi operai “fedelissimi” ci ha seguiti».

Sul territorio maremmano, il nome di Bevilotti è legato a doppio filo ad Anas ed Enel, alla bonifica della laguna di Orbetello e all’inaugurazione del cavalcavia di Capalbio. In Toscana partecipò alla realizzazione della Fi-Pi-Li per il lotto 13 (il tratto di fronte all’aeroporto Galilei di Pisa), e costruì gran parte dell’interporto Vespucci di Guasticce; sempre nel livornese, fu autore del recupero del fosso sul viale Caprera, nel cuore del capoluogo labronico.

«Quando eravamo bambini, la domenica mattina la famiglia si ritrovava sul lettone per parlare: del lavoro, dei parenti e della vita», ricorda ancora la figlia, che infine conclude: «Una volta dovetti scrivere un tema sulla pena di morte. Mi chiesi cosa ne pensassi e io dissi che non ero contraria. Non disse nulla e mi mandò a prendere il vino, mi seguì e mi raggiunse, e mi disse una cosa che mi cambiò per sempre: “Nessuno è padrone della vita degli altri”».

Alla notizia della scomparsa di Bevilotti, molti amici storici hanno voluto condividere le proprie memorie; uno fra tanti Claudio Franci, già deputato della Repubblica Italiana ed ex sindaco di Castel del Piano: «È stato per me un amico, un consigliere dal quale apprendere un buon consiglio, è stato un imprenditore che in maniera onesta ha saputo dare un contributo allo sviluppo della nostra provincia. Roccalbegna saluta per l'ultima volta un suo importante cittadino, noi che lo abbiamo conosciuto perdiamo qualcosa più di un amico».

I funerali si sono celebrati ieri pomeriggio nella chiesa del paese. La salma è stata poi condotta alla camera ardente nella cappella del Soccorso. La famiglia ha deposto le ceneri al cimitero, accanto alla madre Elvige e al padre Belisario.




 

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