Gioco
Scavi, il drone del ministro “svela” le meraviglie dei nostri antenati
Volo (e video) mozzafiato sugli scavi di Roselle. In attesa dei custodi
ROSELLE. Le prime immagini dal cielo mostrano le mura ciclopiche etrusche nel tratto aperto al pubblico. Il drone si tuffa poi nell’anfiteatro, nel cardo e nel decumano. Rivela i mosaici, cattura l’area del foro con gli edifici pubblici e le cisterne romane che sorgono nella collina meridionale. Con un vertiginoso volo perlustra e “scruta” tutto abbracciando le cisterne come fosse lo sguardo di un’aquila in picchiata, o anche il nostro che sorvola e percorre quegli ambienti come se noi fossimo lì, a correre tra le meraviglie del passato.
È un volo mozzafiato, quello realizzato con i droni sull’area archeologica di Roselle, realizzato per la campagna del MiC (ministero della cultura) in collaborazione con la direzione generale musei e dal titolo “In volo sull’archeologia e sulla bellezza italiana”. Il video che immortala gli scavi di Roselle dall’alto, pubblicato sul sito del dicastero, esplora i resti dell’antica città etrusca e poi romana per farli (finalmente) conoscere al grande pubblico, al pari di altri 30 viaggi mozzafiato protagonisti della campagna nazionale; la quale – spiegano dal ministero – «è un viaggio spettacolare che permette di guardare aree archeologiche, ville e complessi monumentali da un originale punto di vista», quello che si eleva da terra al cielo per mostrare lo sviluppo e l’articolazione del sito.
Il direttore generale Musei Massimo Osanna è chiaro: «Lo sguardo dall’alto è sempre stato fondamentale per la ricerca archeologica e la tutela del territorio. E l’evoluzione tecnologica permette oggi di volare con maggiore semplicità sul patrimonio culturale». Nasce da qui lo speciale progetto che vede la regia di Nils Astrologo, giovane video artist reduce da un tour in diverse zone di Italia con droni di nuova generazione.
La “trasferta” del videomaker a Roselle è avvenuta un giorno d’estate, quando lui ha lanciato in cielo il marchingegno e ha speso ore per documentare la bellezza del sito, restandone lui stesso abbagliato. «È stato un viaggio emozionante – commenta Nils – Non conoscevo molti di questi luoghi né immaginavo la potenza che queste immagini sono in grado di tramettere. Mi auguro che, anche grazie al mio lavoro, queste perle del patrimonio culturale siano apprezzate da un pubblico sempre più vasto». Così anche il ministro Dario Franceschini: «Immagini spettacolari di luoghi meravigliosi che tutto il mondo ci invidia».
Un’iniziativa vista sicuramente di buon occhio dagli operatori del settore e che potrebbe contribuire al rilancio del sito. Purché si investa anche nel resto.
Organico al collasso
Le aree archeologiche sono state a lungo ignorate, carenti di organico e con scarsa attenzione al marketing, che è essenziale per la loro stessa sopravvivenza. Attività promozionali fin qui quasi nulle, personale centellinato e in difficoltà, tanto più in tempi di Covid. La stessa area di Roselle è da tempo in crisi per mancanza di personale, tanto che ha dovuto tagliare i giorni d’apertura al pubblico e annullare per il 2022 gli eventi estivi. Adesso “aspetta” in gloria l’arrivo del personale addetto alla sorveglianza, che è stato recentemente destinato al sito grazie a un bando del ministero. Il bando ha assegnato 15 unità ai tre siti maremmani di Roselle, Cosa e Vetulonia; 9 di loro dovrebbero entrare in servizio a Roselle.
Quando arriveranno?
I nuovi custodi dovrebbero arrivare a breve. Martedì 13 settembre dovrebbe avvenire a Firenze l’assegnazione ufficiale dell’organico alle varie sedi, mentre giovedì 15 settembre il personale assegnato a Roselle dovrebbe entrare in servizio.
In queste ore, intanto, il video girato dal drone è stato postato sulla pagina del Mic, accolto da umori variabili. Applausi da parte di qualcuno, osservazioni critiche da altri. «Fate tagliare l’erba e mandate personale di custodia, altro che droni. La maggior parte delle aree archeologiche statali versano nel più completo abbandono», borbotta una lettrice dopo aver intercettato la “fame” di personale, essenziale per la sopravvivenza dei siti.
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