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Il punto della situazione

Scuola: il rebus delle cattedre in Maremma

Maurizio Caldarelli
Scuola: il rebus delle cattedre in Maremma

Dal sindacato: «Molti errori e tanti incarichi ancora da assegnare. Siamo pessimisti». Per chi è rimasto fuori c’è la Mad, il docente consiglia: «Questo è il momento migliore»

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GROSSETO. Con le chiamate dei docenti da parte dell’ufficio scolastico provinciale, che non hanno lasciato tutti contenti, è ormai tempo di pensare alla prima campanella della scuola, che suonerà il prossimo giovedì 15 settembre.

«Nelle nomine dell’Usp – sottolinea Valerio Entani (Flc Cgil) – ci sono stati in prima battuta alcuni errori che, in parte, sono stati già corretti. Stiamo verificando se tutte le graduatorie sono state fatte bene. Abbiamo notato che ci sono docenti in ruolo tenuti nelle Gps, ma anche errori su insegnanti che hanno la preferenza della legge 68 o della 104».

«L’ennesima prova – aggiunge – che non sta funzionando. Sono stati assegnati 600-700 incarichi (67 immissioni in ruolo nel sostegno), ma ce ne sono ancora molti. Siamo pessimisti: non può più funzionare. Questo sistema non dà l’opportunità di scegliere con trasparenza. Qualcuno si è visto cambiata la supplenza o qualcuno tolto. Ci sono troppe cattedre vacanti, se si potesse volesse terminare il precariato con un reclutamento, si tutelerebbero famiglie e studenti. Per mettere a posto tutto occorrono un altro giro o due di Gps».

In questi ultimi anni è cresciuta la voglia di un posto nella scuola. E quelli che non sono nelle Gps e vogliono trovare lavoro stanno utilizzandola messa a disposizione, la Mad. «Uno strumento importante – dice Stefano Rosini, docente, che negli anni si è speso molto per i precari – che dà la possibilità a diplomati e laureati di diventare docenti, insegnanti tecnico-pratici o di sostegno, o di entrare anche nel personale Ata».

La Mad si può inviare in tutta Italia (non solo a Grosseto). Talvolta si può avere la fortuna di trovare graduatorie esaurite nell’Usp, soprattutto sul sostegno, con i presidi costretti a effettuare chiamate dirette per coprire i posti. La Mad, aperta tutto l’anno, è un’istanza informale, legalmente riconosciuta e prevista dal Miur, attraverso la quale è possibile candidarsi come supplente.

Per poterla inoltrare è necessario possedere uno dei seguenti titoli di studio: laurea o diploma tecnico professionale. Chi è in possesso di un diploma tecnico o professionale può richiedere un incarico come personale Ata o come docente (Itp), i laureati possono invece presentare tutti i tipi di Mad (docente, sostegno, personale Ata).

Per fare la Mad non è necessario possedere l’abilitazione all’insegnamento. «È vero che per insegnare sul sostegno è necessario possedere un’abilitazione – specifica Rosini – però la richiesta di docenti è talmente elevata che molto spesso i dirigenti scolastici sono costretti a chiamare anche chi non la possiede».

Per inoltrare la domanda non è necessario essere in possesso di certificazioni linguistiche e/o informatiche, ma chi le ha deve inserirle.

«Il consiglio è di mandarla a settembre-ottobre – prosegue Rosini – perché gli istituti non sono al completo e durante le festività, oppure durante i mesi invernali per sopperire alle malattie dei docenti. Io consiglio di accettare tutte le proposte che verranno, perché significa fare un primo step della carriera. Chi è più libero, lavorativamente parlando, può scegliere altre province oltre a Grosseto: più domande vengono inserite e più possibilità ci sono di essere chiamati».

La Mad dura un anno scolastico e ogni volta va reinviata, magari aggiornata con eventuali corsi o titoli acquisiti. «La massima disponibilità, fa molta differenza – conclude Rosini – rispondere immediatamente a una chiamata anche su convocazione in giornata può cambiare la vita. Importante presentare il curriculum e magari la conoscenza del computer».


 

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