Il Tirreno

Grosseto

Dal tribunale

Grosseto, processo fissato a marzo per lo stalker del pianerottolo

Pierluigi Sposato
Grosseto, processo fissato a marzo per lo stalker del pianerottolo

Molestie, danneggiamenti e violazione del divieto di avvicinamento. Lui non aveva accettato la fine del rapporto, episodi durati quasi un anno

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GROSSETO. Sarà definito a marzo il destino del grossetano 31enne imputato di aver ripetutamente molestato la ex. Lui è il cosiddetto “stalker del pianerottolo”, perché i due ragazzi che si erano all’epoca fidanzati abitavano non soltanto nello stesso palazzo ma anche sullo stesso pianerottolo. Poi la storia era finita, ed era iniziata la persecuzione.

Di fronte al giudice Sergio Compagnucci, il suo difensore l’avvocato Roberto Cerboni, con Dina Paoli, ha chiesto la possibilità di chiedere un rito alternativo per la definizione del procedimento e il gup ha così deciso per il rinvio alla fine di marzo. Impossibile invece riunire questo procedimento con un altro similare. Nel corso dell’udienza di ieri si sono costituiti parte civile la ragazza e i suoi familiari, con gli avvocati Francesca Carnicelli e Luca Montemaggi. Perché le contestazioni formulate dal pm Valeria Lazzarini comportano anche episodi ai danni dei familiari della donna.

Dunque stalking ma anche danneggiamento, violazione del divieto di avvicinamento e porto abusivo di un coltello dalla lama di 9 centimetri. Sono queste le ipotesi formulate nei confronti del 31enne, per un arco temporale che parte dall’estate dell’anno scorso e arriva fino a pochi mesi fa. Stalking: offese e molestie ripetute nei confronti della ragazza, del fratello e dei loro genitori. Lui avrebbe staccato più volte i contatori dell’energia elettrica, costringendo la famiglia a uscire ogni volta e a riattaccare l’interruttore. Non si contano poi le volte che la famiglia era stata svegliata da scampanellate notturne, che i singoli componenti erano stati apostrofati con parole offensive oppure pedinati. E in un caso l’indagato avrebbe interagito con il profilo Facebook della ex (nonostante che quest’ultima non lo avesse accettato tra i suoi contatti), controllandone le attività e inviando almeno una ventina di "like" (ottobre 2021).Il pm ha poi contestato la violazione del divieto di avvicinamento: in un caso proprio per l’interazione con il profilo Facebook, le altre volte (tre, fra il febbraio e il marzo scorsi) perché si era fisicamente avvicinato all’abitazione. E in una circostanza avrebbe bucato gli pneumatici dell’auto del padre: quest’ultimo costituisce tema di contestazione dell’ipotesi di danneggiamento, perché vi sarebbero stati numerosi episodi ai danni di tre auto della famiglia. Infine, al giovane uomo viene contestato (il fatto è del 10 febbraio scorso) il porto abusivo di un coltello a serramanico lungo complessivamente 19 centimetri, di cui 9 di lama "affilata e acuminata".Nell’inchiesta è finito anche un uomo di 41 anni, per non aver osservato un provvedimento della Procura: non si era presentato alla polizia giudiziaria per raccontare ciò che sapeva.


 

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