Il Tirreno

Grosseto

La decisione

Geotermia la centrale si farà: ecco il progetto

Matteo Scardigli
Elaborazione grafica che mostra l’aspetto del futuro impianto
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Elaborazione grafica che mostra l’aspetto del futuro impianto

Il consiglio dei ministri autorizza l’impianto di Sorgenia ad Abbadia San Salvatore: «Produrrà 80 milioni di kilowattora di energia pulita all’anno per 32mila famiglie»

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MONTE AMIATA. Il consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi, ha autorizzato la realizzazione di due impianti geotermici in Toscana. Dei due, uno in particolare interessa la provincia grossetana (l’area amiatina, nello specifico): l’impianto geotermico di tipo binario a totale reiniezione nella zona industriale di Abbadia San Salvatore (Siena), proposto da Sorgenia Le Cascinelle srl.

Alla notizia, Eugenio Giani, presidente di Regione Toscana, ha espresso grande soddisfazione: «Le rinnovabili sono il futuro dell’energia e investire nel loro sviluppo è quanto mai importante, sia per tutelare l’ambiente e contrastare i cambiamenti climatici, che per incrementare l’energia autoprodotta dal nostro Paese». Elemento, quest’ultimo, particolarmente significativo in tempo di bollette folli e ricerca di autonomia energetica.

E Alberto Bigi, vicepresidente dell’azienda, ha dichiarato: «Siamo molto soddisfatti per la decisione del Governo. Dopo anni di confronti si dà il via libera a una centrale all’avanguardia per la produzione di energia rinnovabile, senza emissioni. È un importante traguardo per tutti, soprattutto a fronte di una situazione complessa che impone un incremento della produzione elettrica nazionale da fonte rinnovabile».

«Un impianto che – garantisce il vicepresidente Bigi – oltre a generare energia pulita per 32 mila famiglie, produrrà valore per il territorio, portando in Amiata un esempio particolarmente virtuoso di produzione geotermica».

La centrale da 10 megawatt in Val di Paglia, ai piedi della montagna, era stata stoppata per motivi ambientali dalla Soprintendenza, attraverso il ministero della Cultura. Ne era nato un contenzioso con la Regione, ente autorizzatore, culminato nel fallimento della mediazione prevista per legge.

La Toscana, solo pochi mesi fa, aveva poi approvato il Paur (il provvedimento autorizzatorio unico regionale) propedeutico alla realizzazione della centrale.

La produzione dichiarata di energia elettrica del futuro impianto è di 80 milioni di kilowattora all’anno.

La tecnologia impiegata permetterà al fluido geotermico di non entrare mai in contatto con l’esterno grazie a un sistema a circuito chiuso, per il cui raffreddamento non verrà utilizzata l’acqua (ma l’aria) .


 

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