Sicurezza
Parte il tour del camper dei diritti «Segnalate i problemi nel turismo»
Iniziativa di Filcams Cgil: oggi prime tappe a Marina, Castiglione e Follonica
GROSSETO. Un viaggio on the road con il camper della Filcams Cgil per parlare dei diritti di lavoratori e lavoratrici e per metterli a conoscenza di tutto ciò che c’è da sapere riguardo a contratti, modalità di assunzione, orari di lavoro, ferie, permessi, malattia, infortunio e richiesta Naspi. Il camper viaggerà lungo la costa, attraversando le province di Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Lucca, fino a piazza dei Miracoli a Pisa.
«Occorre approdare a una nuova normalità, a un lavoro nuovo e a un nuovo modello più sostenibile e responsabile, per salari, diritti e dignità per chi lavora», dicono dal sindacato. Si comincia oggi. Il camper fa tappa questa mattina alle 9,30 a Marina di Grosseto (piazza della Chiesa), alle 11,30 a Castiglione della Pescaia e nel pomeriggio a Follonica. Sette addetti di Filcams Cgil saranno a disposizione di bagnini, addetti alla ristorazione, personale negli alberghi e in generale tutti coloro che lavorano nel comparto dei servizi turistici per rispondere, direttamente sul luogo di lavoro, a eventuali domande.
«In questo ambito, oramai da qualche anno, c’è una difficoltà strutturale a trovare persone disponibili a lavorare nei servizi turistici per le condizioni di lavoro particolarmente precarie e impegnative – dice il segretario provinciale Filcams Cgil Massimiliano Stacchini – Filcams vuole parlare con i lavoratori, non solo per spiegare loro quali sono i loro diritti e le condizioni contrattuali, ma anche per costruire con loro una nuova proposta di organizzazione di questo settore, così da migliorare le condizioni di lavoro e consentire al comparto del turismo di continuare a prosperare anche nel futuro prossimo».
Secondo il sindacato, infatti, sono stati proprio gli stagionali, già segnati dalla precarietà, i più colpiti dalla profonda crisi che ha investito il settore a seguito della pandemia. «Retribuzioni scarse, turni massacranti, riposi settimanali negati, straordinari non pagati, contratti nazionali elusi: è questa la realtà predominante di un settore dove il lavoro irregolare tocca il 70 per cento – continua Stacchini – quello precario il 40 per cento e a tempo parziale il 60 per cento».
Spesso, nei mesi scorsi, si è parlato proprio della mancanza di personale. E il dibattito è stato particolarmente acceso. Alcuni hanno puntato – e puntano tutt’ora – il dito sul reddito di cittadinanza, visto come una delle principali cause per la mancanza di personale.
«Così non si considera la sempre più scarsa attrattività di posizioni lavorative – dice ancora il segretario provinciale – la cui professionalità non viene riconosciuta e che sconfinano nello sfruttamento». Quest’anno, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il mondo del turismo ha recuperato terreno, «ma le condizioni di lavoro non sono migliorate, anzi, è sulla riduzione del costo del lavoro che le aziende puntano prevalentemente per bilanciare le perdite dei due anni precedenti: a farne le spese sono sempre lavoratrici e lavoratori», dicono ancora dall’organizzazione sindacale.
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