Il Tirreno

Grosseto

Lux Festival «Il grande flop»

Massimiliano Frascino
Lux Festival «Il grande flop»

Rosini (Pd) fa i conti in tasca ad amministrazione e organizzatori della tre giorni «Spesa ingente e poco pubblico, colpa di errori di programmazione fatti a tavolino»

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GROSSETO. «Un grande flop da 88mila euro». Così Stefano Rosini, consigliere comunale Pd, ha definito sul proprio blog il “Vintage Lux Festival”.

Evento organizzato dalla società grossetana Lux Events Srl dell’imprenditore Klaudio Viska – noto in città per gestire il ristorante Lux Lounge Drink di via Orcagna – rispetto al quale si era creata una grande attesa, e che era stato ampiamente promosso nelle settimane precedenti.

La delibera di giunta del 12 maggio attribuisce un contributo alla Lux di 88mila euro, da corrispondere in due rate (la seconda dopo rendicontazione), sulla base di un costo preventivato di 275mila, dai quali detrarne 109mila di introiti previsti dalla vendita di biglietti e sponsorizzazioni.

Le tre serate hanno visto alternarsi sul palco Fabrizio Moro, Aka7even, EmisKilla e Sina, e il dj set con protagonisti Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso.

Rosini, fra le altre cose lei contesta al Comune di Grosseto la spesa ingente per tre giorni di manifestazione

«Decisamente sì. 88mila euro sono uno sproposito per tre giorni senza capo né coda, con una manifestazione che era stata presentata come l’ingresso di Grosseto nel circuito nazionale dei grandi eventi. Fra l’altro a quella cifra vanno aggiunti altri 2mila 500 euro di benefici riconosciuti agli organizzatori come suolo pubblico, transenne, segnaletica e affissioni gratuite. Vantaggi che non mi risulta siano concessi in automatico ad altri organizzatori. Inoltre, mi piacerebbe fosse circostanziato il concetto di evento del circuito nazionale, perché mi sembra un po’ generico: finanziare una manifestazione con precisi connotati culturali che avesse una continuità avrebbe un senso, promuovere un’impresa che ha finalità commerciali un altro. «Faccio poi notare una cosa: a Follonica, con un contributo di 90mila euro, ha cofinanziato un Festival che con dieci date ha avuto in media 3mila presenze a concerto. A Grosseto, non è andata esattamente così».

Intende che non c’era gente?

«Il sindaco, presentando l’iniziativa, preso dalla consueta grandeur, aveva annunciato 50mila presenze. Io mi sono preso la briga di andare a vedere sul campo cosa stesse succedendo e ho anche fatto una verifica delle foto e dei video sui social: a essere generosi all’appuntamento più atteso del dj set, ci saranno state 500 persone. Non solo. In occasione del concerto di Fabrizio Moro, il cui biglietto costava 25 euro, visto il flop che si preannunciava, intorno alle 18,30 sono arrivati Sms che ricordavano l’ingresso allo Jannella a chiunque si presentasse ai cancelli con uno scontrino di qualunque importo di un supermercato sponsor; con buona pace di quelli che avevano pagato 25 euro. Ciononostante, la serata è stata un flop. Ma c’è dell’altro….».

Non si faccia pregare

«La cosa più grave di tutte è stata scegliere per la manifestazione i giorni del 13,14 e 15 agosto, quando è abbastanza ovvio che quasi tutti siano sulla costa. Scegliendo oltretutto una location decentrata rispetto al centro storico cittadino, che in quel periodo rimane l’unico elemento di attrazione per chi rimane in città o per chi ci viene, perché lì ci sono i monumenti principali e il grosso delle attività commerciali e di ristorazione che rimangono aperte. Questa cosa ha giustamente creato un malumore diffuso tra gli operatori del centro, con critiche che mi sono state riportate anche da Marina di Grosseto e Principina a Mare. Una cifra del genere avrebbe consentito di spalmare nel mese di agosto tante iniziative di qualità sia in città che sulla costa, facendo un buon servizio ai tanti turisti presenti. D’altronde, bisogna riconoscere che questa amministrazione è particolarmente munifica in alcune occasioni particolari: tra Vintage Lux Festival, rievocazione di Ludovico il Bavaro affidata a Grosseto Fiere e Artex, anche in questo caso per tre soli giorni e 120mila euro, e festa di Capodanno, sono stati spesi 250mila euro. Una cifra mostruosa e ingiustificabile rispetto ai risultati».

Lei dice che come opposizione siete molto critici anche rispetto a come è stata selezionata la società organizzatrice

«Molto critici. Abbiamo già presentato un’interrogazione con 12 domande alle quali l’assessore Agresti ha risposto a nome della giunta in maniera tutt’altro che convincente. E ci riserviamo di verificare la rendicontazione dei costi appena sarà depositata. Ma, al di là di questo, la Lux Eventi Srl è stata costituita nel febbraio di quest’anno ed evidentemente non aveva alcuna esperienza nell’organizzazione di grandi eventi, come ha dimostrato l’andamento della manifestazione. L’assessore Agresti, peraltro, ha candidamente ammesso in consiglio comunale che non si è svolto alcun concorso di idee fra operatori specializzati. Mi pare evidente sia stato organizzato tutto a tavolino, decidendo a priori a chi andassero le risorse».


 

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