Lutto
Sempre più donne tra le doppiette: «In provincia di Grosseto sono trecento»
Monaci (Federcaccia): tanti giovani stanno prendendo il porto d’armi
GROSSETO. La stagione della caccia è ormai alle porte. È uno dei periodi più attesi dai circa 6mila cacciatori maremmani che ogni anno imbracciano il fucile e si preparano ad affrontare una nuova stagione e nuove battute di caccia. La preapertura è fissata per la prima settimana di settembre. Si possono cacciare la tortora e il piccione. Questo, però, è un “privilegio” riservato a chi ha rinnovato il tesserino venatorio in formato digitale usando l’applicazione TosCaccia.
Gli abbattimenti, infatti, sono contingentati e quindi devono essere contingentati sul momento. «Non è cambiato quasi niente rispetto allo scorso anno», dice il vicepresidente vicario di Federcaccia Toscana, il grossetano Luciano Monaci. Non solo a livello di regole e norme da seguire: anche il numero di cacciatori è rimasto pressocché invariato rispetto agli scorsi anni. A cambiare, però, è la conformazione delle squadre: i cacciatori non sono più solo uomini. «Ci sono sempre più cacciatrici – dice Monaci – In provincia sono circa 300, forse qualcosa in più, e vengono soprattutto dalle frazioni o dai comuni più piccoli».
La passione per la caccia è spesso una tradizione familiare, tramandata di padre in figlio – o figlia – e non è affatto raro che le donne – così come i più giovani – si avvicinino a questa attività seguendo le orme dei genitori o di qualche amico. «Siamo una categoria di vecchi – scherza Monaci – Ma ci sono anche tanti giovani. Alcuni stanno prendendo il porto d’armi proprio in questo periodo». Nonostante nel corso dell’estate le fiamme stiano distruggendo centinaia di ettari di vegetazione e di bosco, Monaci crede che ciò non influirà pesantemente sulla stagione venatoria 2022-23. «Nelle zone dove ci sono stati incendi non si può cacciare – spiega ancora – E in ogni caso lì di solito non ci sono animali». Parlando di incendi il pensiero va subito a Cinigiano, dove alla fine del mese scorso il fuoco ha distrutto circa 800 ettari di terreno. La squadra locale non potrà più immergersi nei verdi boschi vicini al paese, dovrà spostarsi un po’ più in là, e raggiungere le aree boschive che il rogo ha risparmiato. Comunque, non è un problema insormontabile. Neanche il numero di animali sembra essere variato in maniera sostanziale rispetto alla scorsa stagione venatoria. «Negli anni passati ci sono state molte azioni di selezione e di contenimento, ma il numero di animali selvatici è ancora molto alto», continua Monaci.
La stagione di caccia (quindi non l’anticipazione) si aprirà ufficialmente la terza domenica di settembre (il 18), fino al 31 gennaio. Ogni cacciatore può praticare per tre giorni a settimana. Per ogni giornata il carniere complessivo non può superare i due capi di selvaggina stanziale ed i venti capi di selvaggina migratoria. Purtroppo, non sono rari i casi in cui a rimanere feriti sono gli stessi cacciatori. Monaci vuole ricordare a tutti i suoi “colleghi di caccia” che la cosa più importante durante questo tipo di attività è la sicurezza. «Bisogna avere sempre la “testa attaccata al collo”. Questo è un mondo bellissimo, che ti permette di stare immerso nella natura, ma è anche pericoloso. Prima di sparare bisogna pensare e sapere come e dove si sta sparando».
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