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Grosseto

Stalker Chiesto il processo

Stalker Chiesto il processo

È accusato di aver perseguitato la ex fidanzata vicina di casa e di aver offeso la famiglia Contestata anche la violazione del divieto di avvicinamento alla ragazza

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Grosseto Stalking ma anche danneggiamento. E violazione del divieto di avvicinamento. E ancora il porto abusivo di un coltello dalla lama di 9 centimetri.

La procura ha chiesto il processo per il cosiddetto “stalker del pianerottolo”, un uomo oggi 31enne che dall’estate dell’anno scorso fino ai primi mesi di quest’anno avrebbe messo in atto una serie di manovre persecutorie ai danni della ex fidanzata. Una vicenda pubblicata su queste pagine un anno fa, quando la ragazza era venuta a raccontare la sua vicenda, e purtroppo arricchitasi da quella data di altri episodi.

Stalking: offese e molestie ripetute nei confronti della ragazza, del fratello e dei loro genitori. Lui avrebbe staccato più volte i contatori dell’energia elettrica, costringendo la famiglia a uscire ogni volta e a riattaccare l’interruttore. Non si contano poi le volte che la famiglia era stata svegliata da scampanellate notturne, che i singoli componenti erano stati apostrofati con parole offensive oppure pedinati. E in un caso l’indagato avrebbe interagito con il profilo Facebook della ex (nonostante che quest’ultima non lo avesse accettato tra i suoi contatti), controllandone le attività e inviando almeno una ventina di “like” (ottobre 2021).

Il pm Valeria Lazzarini ha poi contestato la violazione del divieto di avvicinamento (ancora in atto): in un caso proprio per l’interazione con il profilo Facebook, le altre volte (tre, fra il febbraio e il marzo scorsi) perché si era fisicamente avvicinato all’abitazione. E in una circostanza avrebbe bucato gli pneumatici dell’auto del padre: quest’ultimo costituisce tema di contestazione dell’ipotesi di danneggiamento, perché vi sarebbero stati numerosi episodi ai danni di tre auto della famiglia.

Infine, al giovane uomo viene contestato (il fatto è del 10 febbraio scorso) il porto abusivo di un coltello a serramanico lungo complessivamente 19 centimetri, di cui 9 di lama “affilata e acuminata”.

Nell’inchiesta è finito anche un uomo di 41 anni, per non aver osservato un provvedimento della Procura: non si era presentato alla sezione di polizia giudiziaria per raccontare ciò che sapeva su questi episodi.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Roberto Cerboni e Dina Paoli, la famiglia si è rivolta agli avvocati Francesca Carnicelli e Luca Montemaggi. Ai primi di settembre l’udienza preliminare davanti al giudice Sergio Compagnucci.l

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