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La nuova passata Cirio è made in Maremma: saranno imbottigliati 2 milioni di pezzi

La nuova passata Cirio è made in Maremma: saranno imbottigliati 2 milioni di pezzi

Ad Albinia lo stabilimento Conserve Italia punta sull’identità locale. «Già firmato il primo contratto con la grande distribuzione»

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ALBINIA. Nello stabilimento Conserve Italia di Albinia nasce la Passata della Maremma extrafine Cirio. Ne saranno imbottigliate, almeno per il momento, circa 2milioni di pezzi.

Lo scopo dello stabilimento e dell’azienda è quello di valorizzare la filiera agricola locale attraverso un prodotto capace di raccontare l’eccellenza di un territorio. La passata si troverà nella bottiglia da 700 grammi e sarà destinata alla grande distribuzione italiana. Conserve Italia ha già firmato il primo contratto con Esselunga. La speciale passata sarà venduta anche nello spaccio aziendale dello stabilimento.

Si tratta di un prodotto realizzato esclusivamente con il pomodoro 100% di Maremma, coltivato dai soci agricoltori del gruppo cooperativo presenti nel territorio maremmano e lavorato nello stabilimento di Albinia.

Proprio per rimarcare il legame fra chi conferisce il pomodoro e l’azienda, il prodotto è stato presentato presso l’azienda Maremmani di Maurizio Bigliazzi.

«I consumatori oggi sono sempre più attenti anche a origine, tracciabilità, sostenibilità sociale e ambientale dei prodotti – dice Federico Cappi, direttore marketing retAil di Conserve Italia – È nostro compito promuovere proposte capaci di rispondere a queste esigenze. Lo facciamo con Cirio, lo specialista del pomodoro 100% italiano dal 1856. La Passata della Maremma è un prodotto premium (prezzo consigliato 1, 65 euro) – continua Cappi – che si colloca in una fascia di mercato medio-alta e rientra nel percorso avviato con Cirio per esaltare le eccellenze regionali italiane».

«Siamo davvero orgogliosi di valorizzare ulteriormente il nostro territorio con un prodotto d’eccellenza come la Passata della Maremma Extrafine Cirio, che testimonia ed enfatizza l’impegno profuso ogni giorno dai soci agricoltori di Toscana e Alto Lazio e dai lavoratori dello stabilimento, tutti parte di una grande filiera italiana – dice Dario Santi, direttore del sito di Albinia – Questo stabilimento è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento per tutta la Maremma in quanto presidio di sviluppo, occupazione e legalità. Basti pensare che genera ogni anno un impatto economico pari a 7 milioni di euro tra stipendi, tasse, contributi e indotto per le aziende fornitrici».

«La nostra base sociale nell’Italia centrale è composta dai produttori soci delle cooperative aderenti a Conserve Italia, presenti con quasi 900 ettari di pomodoro soprattutto in Maremma – sottolinea Alice Angelini, responsabile agricola per lo stabilimento di Albinia – È proprio con le loro produzioni che realizziamo la Passata della Maremma».

La campagna di trasformazione, che sarà in tono minore rispetto allo scorso anno quando sono stati lavorati 800mila quintali di pomodori (quest’anno ne sono previsti 700mila), ha dovuto fare i conti con le difficoltà del momento: reperire personale, bottiglie, scatole di cartone e pezzi di ricambio. «Nonostante le difficoltà abbiamo assunto 220 persone – dice Santi – proprio oggi completiamo visite e formazione di 50 persone. Il personale è stato assunto e la campagna si potrà svolgere con serenità. La nostra spada di Damocle adesso sono i contagi da Covid con cui nostro malgrado dobbiamo fare i conti anche se le procedure in fabbrica sonio molte rigide. Siamo in un periodo particolare e abbiamo avuto problemi anche a trovare le bottiglie, pezzi di ricambio e altro. Stiamo già facendo magazzino per non trovarci in difficoltà fra alcuni mesi».

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