Il Tirreno

Grosseto

Il calvario

Guasto al traghetto, il viaggio da incubo per arrivare al Giglio da Porto Santo Stefano

Nicole Terribile

	Viaggio da incubo quello vissuto da un centinaio di turisti da Porto Santo Stefano all'Isola del Giglio 
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Viaggio da incubo quello vissuto da un centinaio di turisti da Porto Santo Stefano all'Isola del Giglio 

Giornata di mare nel caos, la folla se la prende con l’equipaggio

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ISOLA DEL GIGLIO. Sarebbe dovuta essere una tranquilla domenica al mare nelle spiagge dell’Isola del Giglio, ma la giornata inizia male e finisce peggio per un centinaio di persone che, partendo da Porto Santo Stefano, vogliono raggiungere una delle più amate isole dell’arcipelago toscano.

Un guasto al traghetto, ritardi continui e assistenza non particolarmente attenta sono i responsabili di malumori domenicali. Partenza alle sette del mattino di domenica 17 luglio, con check-in mezz’ora prima. E lì il primo problema: il traghetto ha un guasto. «Cosa dobbiamo fare? », domanda qualcuno dalla folla. «Boh, provate a chiedere in biglietteria se possono cambiarvi il biglietto», dice un membro dell’equipaggio. «Tra un’ora parte un altro traghetto di un’altra compagnia. Salite su quello», comunica una delle addette dopo qualche minuto di attesa, dato che la biglietteria era ancora chiusa. «Dobbiamo cambiare il biglietto del ritorno?». «No, stiamo risolvendo il problema». E così i passeggeri partono e raggiungono il Giglio, seppur con un’ora di ritardo. Alle 17,30 tutti di nuovo al porto per tornare "nel continente". Partenza alle 18. C’è solo un traghetto attraccato, quello con cui i passeggeri sono arrivati la mattina. Nessuna traccia di quello per cui avevano pagato il biglietto.

«Probabilmente non hanno risolto il guasto». Tutti - o quasi - si mettono in fila, ma una volta all’ingresso arriva la brutta sorpresa. «Non potete salire - dice un membro della crew - Questo è il traghetto che sarebbe dovuto partire alle 17. Siamo un’ora in ritardo». «Quindi cosa dobbiamo fare?». «Boh, provate ad andare in biglietteria e sentire se possono cambiarvi il biglietto». Si ripete la scena di dieci ore prima. La folla fa marcia indietro. Il traghetto dovrebbe arrivare nel giro di un’ora. La tensione comincia a salire. «Potevano almeno avvertirci, saremmo rimasti più tempo al mare», borbotta qualcuno. Quasi un’ora dopo si affaccia all’orizzonte un altro traghetto. Ma, ancora una volta, non è quello che è stato assegnato loro, ma dell’altra compagnia. Un’altra fila, e ancora un altro diniego. «Smettetela di chiedere, non potete salire. Aspettate la vostra nave».

La tensione accumulata in tutte quelle ore scoppia. «Si può sapere dov’è? », urla una donna. La folla agitata se la prende con l’equipaggio e con gli agenti di polizia municipale lì presenti. Dalla biglietteria arrivano solo cattive notizie. «Boh, io non possono farci una s... - rispondono - Forse tra un’oretta arriverà». Il nervosismo è alle stelle. C’è chi deve affrontare ore di macchina per tornare a casa, chi ha qualcuno che lo sta aspettando da ore, chi ha paura di rimanere bloccato; anche perché quella era l’ultima corsa dell’altra compagnia. I vacanzieri temono che il guasto della mattina non sia stato aggiustato. Polizia municipale, carabinieri e guardia costiera vengono allertati. Solo il centralino della compagnia non risponde. Verso le 19, finalmente, arriva il traghetto. Quello giusto, questa volta. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Anche se sono servite molte persone arrabbiate per arrivare al lieto fine.

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di Redazione web