Il Tirreno

Grosseto

Addio al professor Marruffi

Ivana Agostini
Il professor Marruffi e una veduta di Montegiovi paese di cui era originario
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Il professor Marruffi e una veduta di Montegiovi paese di cui era originario

Ingegnere, uomo di grande cultura, parlava 4 lingue imparate come autodidatta. Negli ultimi anni si era ritirato a Montegiovi, dove c’è la casa di famiglia

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MONTEGIOVI. Saranno celebrati il 23 luglio alle ore 10, 30 nella chiesa di San Martino a Montegiovi i funerali del professor Maurizio Marruffi, morto improvvisamente nella sua casa di Montegiovi, dove era tornato dal 2017.
Marruffi era stato trovato senza vita da un vicino di casa che aveva chiamato i soccorsi che non avevano potuto far altro che constatare il decesso. Aveva insegnato al polo tecnologico Manetti Porciatti di Grosseto e all’Itis di Arcidosso. Aveva qualità umane fuori dal comune. «Era un grande luminare – dice la figlia Norma – un uomo di grande cultura e amante dei giovani, con una vocazione all’insegnamento fuori dal comune. Raggiungeva tanti cuori con la sua ironia, era un grande amico che ti arrivava al cuore con una battuta e un sorriso».
Marruffi era nato a Roma nel 1953. A 4 anni sapeva già leggere e scrivere. Si era diplomato col massimo dei voti all’Itis di Bologna ed era diventato perito meccanico di precisione. A 19 anni era già docente nelle scuole superiori di ragazzi suoi coetanei o addirittura più grandi. Dopo il diploma si era iscritto a ingegneria meccanica, sempre a Bologna, e – ricorda la figlia – «studiava veramente tantissimo, ma dovendo lavorare per pagarsi gli studi, si è laureato in circa 13 anni».
L’amore per lo studio a caratterizzato tutta la sua vita. «Ha imparato a parlare e scrivere fluentemente 4 lingue da autodidatta – dice Norma – perché ha viaggiato in tutto il mondo per le aziende più importanti della provincia di Bologna dopo che era diventato ingegnere, tra cui quelle del gruppo Maccaferri, Paioli, Cesab carrelli elevatori, e poi Maserati e Ferrari come consulente e disegnatore di pezzi con Autocad. Da autodidatta lui ha imparato a usare anche il personal computer. Dopo la laurea decise – continua la figlia – di fare un viaggio negli Stati Uniti dove conobbe mia mamma che era messicana. Nel 1985 lavorò in Nicaragua, paese in piena guerriglia, come ingegnere capo per dirigere la costruzione delle centrali termoelettriche. Nel 1986 mia madre lo raggiunse e si sposarono a Managua il 9 gennaio».
La vera vocazione di Marruffi era però l’insegnamento. È a questo che si è voluto dedicare. «Amava tanto la sua terra e siccome nel 2016 è venuta a mancare sua madre – ricorda Norma – che aveva la casa di famiglia da diverse generazioni, a Montegiovi, ha pensato di fare gli ultimi due anni di servizio a scuola, prima a Grosseto e poi all’itis di Arcidosso». Un professore amato dai suoi studenti e apprezzato e stimato dai suoi colleghi. 

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