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«Con i custodi non c’è più motivo di impedire gli spettacoli a Roselle»

«Con i custodi non c’è più motivo  di impedire gli spettacoli a Roselle»

Tarsi scrive al direttore regionale dei musei della Toscana Stefano Casciu

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ROSELLE. Lo spettacolo deve andare avanti. O forse no. Da mesi, ormai, il presidente dell’associazione culturale Polis 2011 Francesco Tarsi sta cercando di far sì che quest’anno, come da tradizione, possano andare in scena degli spettacoli nell’anfiteatro romano di Roselle. Ma la sua richiesta non è stata soddisfatta e così ha scritto direttamente al direttore regionale dei musei della Toscana Stefano Casciu.

Tarsi avrebbe voluto organizzare rappresentazioni teatrali dal 6 al 16 agosto, per dare il via alla 37ª edizione dell’Estate rosellana, ma non gli sarebbe stata concessa l’autorizzazione. Una tradizione iniziata nel 1986. Secondo Tarsi, a Roselle sono tra i primi in Italia a comprendere l’importanza di portare il teatro nei siti archeologici.

«Sappiamo che sono stati assegnati 15 nuovi custodi ai siti di Roselle, Vetulonia e Antica città di Cosa. Non ci sono più motivi per impedire gli spettacoli. Ce lo chiedono l’opinione pubblica e gli spettatori», dice Tarsi.

Nei mesi scorsi, infatti, non era stato possibile organizzare la stagione perché c’erano troppi pochi custodi. Adesso, però, dovrebbero essere stati assegnati i rinforzi. «Se dovessero esserci altri ostacoli, al di là della sua volontà (del direttore), avvieremo una raccolta firme a Grosseto e nelle località limitrofe, nonché sui social, per favorire questa decisione».

Secondo i programmi, Tarsi avrebbe dovuto portare in scena due spettacoli: “Tutto è Bene Quel che Finisce Bene” di William Shakespeare e “Troia, Splendore e Caduta di una Città” su testi di Virgilio, Seneca, Ovidio, Euripide e Saffo.

«Negli ultimi due difficili anni, nel rispetto di tutte le regole imposte, abbiamo realizzato dieci repliche di due spettacoli. Ogni sera c’erano circa 120 persone, la massima capienza del sito», continua. «Così facendo si nega al pubblico la possibilità di partecipare alle serate e alle visite guidate; proprio nei due mesi in cui ci sono tantissimi turisti – dice ancora Tarsi – Il parco archeologico è ben illuminato. Fu fatto un investimento da un milione perché negli anni scorsi lo tenevamo aperto nelle ore notturne per circa 20 sere all’anno, con varie produzioni teatrali e musicali».

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