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Vigili del fuoco Sos superlavoro Uil: «Potenziare gli organici ora»
Aumenta il numero di interventi all’anno e i tempi delle operazioni si allungano
GROSSETO. «Noi vigili del fuoco siamo al collasso, non ce la facciamo più». È la sirena d’allarme dei pompieri del territorio della Maremma e dell’Amiata, in queste settimane martoriato dagli incendi. A suonarla è il segretario territoriale di Uilpa Vvf Sergio Rubegni, che rilancia l’appello del segretario nazionale Domenico La Barbera: «In Italia le leggi ci sono, forse anche troppe, il problema vero è che vanno fatte rispettare».
Due, infatti, le principali questioni nazionali: i mutamenti climatici che generano eventi estremi in aumento di frequenza e intensità, e la cura del territorio. Nel grossetano si aggiunge poi il casus dotazione organica.
«La pulizia delle banchine, cunette e scarpate avrebbe reso l’intervento dei vigili del fuoco meno difficoltoso: con la realizzazione di fasce protettive attorno ai terreni, i vigili avrebbero incontrato minori difficoltà nell’arginare l’avanzata del fronte di fuoco, e con la potatura delle branche laterali delle strade sarebbe stato più agevole il transito dei mezzi e i vigili del fuoco sarebbero arrivati prima sul luogo dell’incendio», scrive La Barbera (prendendo a esempio uno degli ultimi roghi affrontati).
Insomma: ciascuno – pubblico e privato – faccia la sua parte.
Nell’ultima edizione dell’annuario statistico del Corpo nazionale vigili del fuoco si legge che nel 2021 sono stati 5.820 gli interventi di soccorso urgente effettuati dai 201 vigili del fuoco in tutta la provincia. Due le principali criticità del territorio: apertura di porte e finestre (1.345 interventi, il che fa di Grosseto la terza provincia più “sbadata” d’Italia) e – ovviamente – incendi ed esplosioni (1.415 interventi).
A dare la misura del fenomeno, però, è il numero di interventi di soccorso tecnico urgente ogni 10 chilometri quadrati: 12, 9; peggio di Grosseto soltanto Nuoro. Estensione del territorio e densità di popolazione determinano lunghi ed estenuanti spostamenti.
E il carico di lavoro certo non diminuisce; anzi. La variazione degli interventi compiuti nel 2021 rispetto al 2020 fotografa un aumento del 13,4%, con incrementi significativi proprio nel core business delle attività istituzionali dei vigili del fuoco (+40,2% incidenti stradali, +59,7% incendi ed esplosioni). A far schizzare i numeri è il +128,6% delle attività giudiziarie: accertamenti sullo stato dei luoghi, assicurazione delle fonti di prova, redazione di verbali di accertamento di reato, repressione dei reati, sequestri e altre ancora.
Il risultato, inevitabilmente, è un allungamento dei tempi di intervento. Rispetto all’anno precedente, nel 2021 i pompieri grossetani impiegano infatti il 13% in più per arrivare dalla sede di partenza al luogo dell’intervento, e ci mettono il 24, 6% per chiudere un’operazione.
Secondo l’annuario, però, il carico operativo della provincia di Grosseto è al di sotto dell’indicatore di operatività nazionale (che analizza la portata di lavoro, effettiva e teorica, e la capacità di risposta, teorica, attraverso la disponibilità di personale di ogni Comando).
Ciò sta a significare che, secondo i parametri stabiliti, il carico sarebbe più che proporzionato alla dotazione organica del Comando. È bene precisare, tuttavia, che l’annuario specifica “dotazioni organiche teoriche”.
«I colleghi impegnati per ore sugli incendi di bosco o di interfaccia sono molto spesso gli stessi che, sùbito dopo, ormai stremati e senza forze, sono chiamati a intervenire su scenari delicatissimi, come incidenti stradali, soccorsi a persona o incendi di appartamento. Ma sono nelle condizioni psico-fisiche di poterli affrontare in maniera adeguata?», si chiede Rubegni, che infine conclude: «Questa è la preoccupazione della Uilpa vigili del fuoco; che, alla luce di ciò, chiede un potenziamento degli organici non più rinviabile».
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