Attenzione
Sos della Misericordia
Servono nuovi mezzi per rimpiazzare due “veterani” da pensionare. Boggi: «Costi e richieste sono in aumento, i contributi non bastano più»
GROSSETO. Hanno percorso oltre 400mila chilometri per aiutare quanti avevano bisogno. E oggi, dopo anni di onorato servizio, per due mezzi dell’associazione di volontariato della Misericordia è arrivato il momento di andare in pensione.
Caro benzina, costi di manutenzione alle stelle così come quelli di gestione, stanno gravando sulle spalle dell’associazione; che, per questo, chiede una mano ai cittadini (grossetani e non solo), alle associazioni e alle aziende, per poter acquistare due nuove macchine che saranno usate per attività sociali, come accompagnare le persone a fare le visite o le terapie in ospedale, o ancora consegnare farmaci e alimenti.
Richieste di questo tipo aumentano ogni anno di più, soprattutto da quando è scoppiata la pandemia. «Basti pensare a quanti anziani hanno i figli lontani, o che lavorano tutto il giorno e non li possono accompagnare negli ambulatori», dice il governatore della Misericordia Edoardo Boggi.
I mezzi hanno macinato migliaia di chilometri, arrivando addirittura al confine con l’Ucraina per portare gli aiuti. Quelli che sono stati donati lo scorso anno alla Misericordia hanno già percorso più di 70mila chilometri. Le donazioni in denaro devono essere fatte tramite versamento postale sul conto corrente 22867543, o tramite Iban IT 55 O 08851 14304 000 000224166, o con carte di debito e credito, prepagate, assegni bancari e circolari.
«Se qualcuno volesse donare direttamente un’auto che non abbia troppi chilometri gliene saremmo grati. Metteremmo anche una targa sull’auto per ringraziarlo», dice Boggi. E, infatti, sulle fiancate del mezzo sarà apposto il logo di ogni azienda e associazione che aderirà all’iniziativa. «Noi ce la mettiamo tutta, aiutateci a dare sempre il meglio», dicono dalla Misericordia. Tra l’altro, le erogazioni liberali a favore di Odv (organizzazioni di volontariato) sono deducibili dal reddito complessivo netto di chi fatto la donazione, o detraibili dall’imposta da versare.
Anche aggiustare le auto, però, è diventato quasi impossibile. «I prezzi sono allucinanti. Le autofficine ci fanno sconti e ci permettono di fare pagamenti dilazionati, ma spesso ci troviamo comunque in difficoltà», continua Boggi.
Per i prossimi giorni la Misericordia annuncia manifestazioni di protesta, perché gestire i costi delle ambulanze è diventato quasi impossibile, tra il carburante che – anche se in calo – sfiora ancora i due euro al litro e i rimborsi forniti dalla Regione che sono fermi al 2008, e quindi insufficienti. Aumentano anche le chiamate per interventi di emergenza.
«Quando ho iniziato nel 2008 – racconta il governatore – si facevano dai 150 ai 250 interventi in media al mese. Oggi siamo a circa 600». Il triplo, in pratica, rispetto a 14 anni fa. E questo rende molto difficile per riuscire a reggere i ritmi: «Capita di uscire dieci volte nel corso di una notte, e poi andare al lavoro la mattina non è di certo facile».
A ciò va aggiunto che i volontari sono troppo pochi per poter svolgere tutti i servizi dell’associazione, e in estate diminuiscono ulteriormente. «Ci sono 140 iscritti, ma gli effettivi sono molti di meno. In estate ce ne sono 30, massimo 40», continua Boggi.
Una situazione non facile, soprattutto perché loro – appunto – sono volontari, e la maggior parte di loro ha un lavoro. Molti non sono quindi disponibili la mattina quando, appunto, bisogna svolgere le attività sociali.
Boggi si dice contento di vedere tanti giovani tra le sue fila. Ma non tutti quelli che s’iscrivono al corso per diventare soccorritore riescono a portarlo al termine: «Capita spesso che il primo giorno si presentino 50 persone, e che l’ultimo ce ne siano solo quattro. Il corso dura sei mesi, è molto impegnativo. Ma se la passione è vera, ti prende e non la lasci più»l
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