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Playground, staccato il canestro I vandali tornano in piazza Lulli

Playground, staccato il canestro I vandali tornano in piazza Lulli

Per mettere a posto l’area il Comune aveva speso 106mila euro

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GROSSETO. Piazza Lulli è il cuore pulsante dello street basket cittadino, un luogo di ritrovo e di svago per 40-50 ragazzi di tutte le età che giornalmente si sfidano sul playground e che prenotano la loro partitella su una chat di gruppo che conta oltre 100 iscritti.

Fino a lunedì, però, il campetto rimesso a nuovo l’anno scorso dal Comune (con un intervento di 106mila euro) non sarà utilizzabile: nottetempo qualcuno ha staccato uno dei due canestri.

È l’ennesimo spregio nei confronti di una struttura che sta garantendo socialità e divertimento a un nutrito gruppo di appassionati; un campo che sta vivendo una seconda vita dopo anni nei quali lì hanno regnato degrado e spaccio. Nei giorni scorsi era stata tagliata una retina, prontamente sostituita dai ragazzi più grandi; mesi fa uno dei due canestri fu vandalizzato, segato in due, scatenando le ire dei frequentatori e delle società cittadine di pallacanestro, che organizzarono il 26 marzo scorso un flash mob riuscitissimo.

In queste settimane Gea, Biancorossa e Orbetello hanno organizzato un torneo serale riservato ai più giovani che sta divertendo i grandi e i genitori. E gesti come quello che è stato perpetrato l’altra notte non fanno certo bene all’immagine del quartiere, felice nella maggior parte dei casi di avere ritrovato la serenità; anche se qualcuno continua a storcere il naso, infastidito dal rumore del pallone, che la fa da padrone dalle 17 fino alle 23, spesso alle 24.

«A Grosseto ci sono almeno 200-300 ragazzi che vogliono fare basket all’aperto, da quelli di dieci anni a quelli di 20-30 che giocano dopo il lavoro – sottolinea Luca Giannini, presidente della Pallacanestro Grosseto – Chi si lamenta non si rende probabilmente conto che è meglio una piccola rinuncia rispetto ad un grande danno, di far tornare la zona nel degrado. Ci vuole pazienza nei confronti dei giovani che imparano a socializzare. Gli abitanti della zona non devono sopportare, ma sostenere i nostri giovani. E non deve essere un gesto inconsulto di un cane sciolto a rovinare tutto».

Giannini ha parlato anche con l’assessore allo sport Fabrizio Rossi: «Ci vorrebbe un playground per ogni quartiere, per soddisfare la fame di basket. Ci è stato promesso un nuovo impianto al Diversivo e non sarebbe male dare nuova vita, riconvertire le piste di pattinaggio, a cominciare da quella di via Manetti».

Ci sono anche se continua voci fuori dal coro, come testimonia la lettera di alcuni residenti che si considerano «ostaggi dei palloni».

«La privazione del sonno come metodo di tortura – scrivono – provoca danni fisici e psicologici, questo è quello che accade ai cittadini le cui abitazioni affacciano sul rinnovato campo di basket di piazza Lulli. L’impianto sportivo ad accesso libero 24 ore su 24, sette giorni su sette, a ridosso di civili abitazioni, è infatti frequentato dalle 18, 30-19 a mezzanotte, ora di spegnimento delle luci (che per altro invadono gli interni delle abitazioni) e talvolta anche oltre tale orario».

«Frotte di giocatori – aggiungono – si alternano continuamente con l’ossessivo rimbalzare di palloni, il violento sbattere degli stessi sugli inadeguati tabelloni dei canestri, musica ad alto volume, urla, incitamenti e infine, partite e tornei, corredati di pubblico vociante. Attività che si protraggono senza interruzione dal primo mattino, sino a notte fonda».

«Tutto ciò – proseguono – limita il godimento delle proprietà, lede la libertà di una normale qualità di vita ed il fondamentale rispetto dei cittadini, ma il Comune, al corrente di tale disagio e più volte ed in più maniere interessato, non risponde. Infatti si tratta dell’unico impianto sportivo ubicato in mezzo alle abitazioni, aperto a tutti e dove regna l’anarchia per la mancanza di un qualsiasi tipo di regolamentazione e controllo».

I residenti proseguono sottolineando che «è legittimo il diritto al gioco e alla socializzazione, così come sono legittimi i diritti dei cittadini, soprattutto quello fondamentale alla salute dell’individuo e della collettività». Il Comune, sostengono, con il restyling, non ha «valutato gli effetti sull’ambiente circostante, la qualità dell’ambiente e della vita dei residenti di un quartiere silenzioso, residenziale, senza traffico e attività commerciali. Testimonianza dell’esasperazione cui sono giunti gli abitanti, sono i vari danneggiamenti anonimi, apportati ai canestri e alle luci, nel corso di questi mesi».

«Sembra che il Comune – concludono i residenti – non voglia comprendere che questa è un’area inadeguata dove poter conciliare attività sportiva e vita civile».  

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