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La geotermia si riscatta Golden power in arrivo
Oggi si approvano gli emendamenti Sani e Nardi
GROSSETO. La geotermia toscana si riprende la scena. In attesa della pubblicazione del nuovo Fer2 - regolamento sulle fonti energetiche rinnovabili - annunciato dal ministro Cingolani un paio di settimane fa, oggi la Camera dei deputati converte il decreto legislativo “Aiuti” comprensivo dei due emendamenti “geotermici” presentati dagli onorevoli Luca Sani (commissione finanze) e Martina Nardi (presidente della commissione attività produttive). Emendamenti promossi dal parlamentare maremmano che prevedono l'introduzione della cosiddetta “Golden power”, la clausola che attiva i poteri speciali del governo su questioni di interesse nazionale, e l’introduzione di una nuova compensazione di 0,05 centesimi per ogni kilowattora geotermico da destinare allo sviluppo socioeconomico dei territori che ospitano le centrali geotermoelettriche. A stretto giro di posta dovrebbe arrivare poi il nuovo Fer2, atteso da più di tre anni, che sancirà il ritorno della geotermia fra le fonti rinnovabili con incentivi che, dalle bozze in circolazione, dovrebbero essere di 100 euro/MW per le centrali tradizionali dotate di impianti innovativi, e di 170euro/MW va bene per quelle di nuova generazione a ciclo chiuso. Per un periodo di esercizio convenzionato di 25 anni. «Di fatto - spiega l’onorevole Sani - siamo finalmente riusciti a disincagliare la geotermia dalle secche nelle quali era finita negli ultimi anni. Legittimandola come fonte energetica rinnovabile che assume rilevanza strategica per l’interesse nazionale». La disciplina dei poteri speciali risponde all’esigenza di contemperare o bilanciare il principio di libera circolazione degli operatori economici con gli interessi nazionali nei settori strategici. Da maggio la possibilità di attivare la Golden power è stata estesa anche alle operazioni all’interno dei confini intraeuropei, comprendendo il settore energetico; ivi compresa la geotermia e le conseguenti concessioni di sfruttamento.
«La Golden power - aggiunge Sani - verrà applicata anche alle concessione geotermiche per evitare che lo sfruttamento di tali risorse energetiche venga acquisito da fondi stranieri». L’emendamento promosso dal parlamentare maremmano è stata sottoscritto anche dai deputati del Pd Martina Nardi, Lucia Ciampi, Susanna Cenni, Chiara Braga e Stefano Ceccanti. Col comma 2-quater al Dl “Aiuti” viene inoltre prevista una compensazione di 0,05 centesimi di euro per ogni KWh geotermico prodotto. A oggi, con l’attuale produzione di 6 miliardi di WWh geotermici, sarebbero circa tre milioni aggiuntivi (alle indennità e compensazioni esistenti) di risorse che i concessionari geotermici dovranno versare. «Risorse che i Comuni potranno utilizzare per realizzare opere, infrastrutture e interventi per le comunità locali. Si tratta di un risultato storico e straordinario che promuove l'utilizzo delle fonti rinnovabili e produce ricchezza per comunità e attività produttive locali», conclude Sani.
Particolarmente soddisfatto del risultato il segretario dem della provincia di Grosseto nonché sindaco del comune geotermico per eccellenza di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine. «La ragione supera (finalmente) la superficialità populista – dichiara in un comunicato - e in Italia si torna a dare una prospettiva ai territori che ospitano un’importante energia rinnovabile come quella geotermica. Dopo il reinserimento della geotermia all’interno del fer 2, il Decreto aiuti recepisce nel testo in approvazione oggi alla Camera due decisivi emendamenti presentati su istanza di Sani e sostenuto dai parlamentari del Pd, che introducono importanti novità per i territori geotermici». Rispetto alla Golden power, Termine sottolinea che «questa garanzia è un elemento essenziale in vista della scadenza della concessione per l’utilizzo della risorsa geotermica». Le concessioni delle 36 centrali toscane di Enel Green Power, infatti, scadranno nel 2024. Dopodiché apprezza «l’istituzione di un tavolo paritetico con Regione ed enti locali al fine di aggiornare la normativa in materia di ricerca e coltivazione della risorsa geotermica. Questo permette di riconoscere un ruolo fattivo ai comuni nella gestione della risorsa, obiettivo da tanti anni ricercato dagli enti locali». Sempre secondo Termine «sono state inserite maggiori risorse per i Comuni grazie a un incremento (intorno al 15%) delle somme derivanti dalla produzione geotermoelettrica. Finalizzandole a progetti di sviluppo socioeconomico». Grande risultato del quale «dobbiamo ringraziare i nostri parlamentari e anche la Regione. Questa è la dimostrazione che il lavoro di squadra fatto a più livelli può raggiungere importanti obiettivi».
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