Il Tirreno

Grosseto

Centinaia di giovani ogni sera aspettano l’apertura

Sos giostre a Marina «Tagadà più sicuro ma per un cavillo non è autorizzato»

Matteo Scardigli
Sos giostre a Marina «Tagadà più sicuro ma per un cavillo non è autorizzato»

Protesta dei titolari in prefettura e Comune

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Luna park è sinonimo di estate e divertimento per famiglie e ragazzi. Autoscontro, giostra a catena (più nota come “calcinc***”), ruota panoramica e il mitico tagadà. Ma a Marina, quest’anno, le luci dell’attrazione sono spente e centinaia di giovani ogni sera si affollano di fronte alla scaletta in attesa di un’apertura che non arriva.

La risposta, spiega il consorzio Marinaparco, è tanto semplice quanto paradossale: «La commissione prefettizia non ha dato l’ok perché il gestore ha fatto dei lavori per rendere l’attrazione più sicura».

E ieri mattina, dopo giorni di confronto con l’autorità, una delegazione del “Movimento luna park Toscana” ha manifestato davanti a Prefettura e Comune, minacciando di incatenarsi se non si fosse trovata; ma invano.

Con indosso i giubbini catarifrangenti, fischietti in bocca e cartelloni in mano, i giostrai hanno chiesto di essere ricevuti sia a palazzo del Governo che – dopo aver attraversato in corteo via Oriana Fallaci e corso Carducci – in municipio. Ma, essendo ieri sabato, nelle due sedi non hanno trovato le rispettive figure istituzionali.

I lavori in questione riguardano la pedana di accesso alla giostra: l’ultimo gradino della scaletta, dove stazionare in attesa di darsi il cambio a bordo dell’attrazione, è stata rimodernata allo stato dell’arte con l’aggiunta di balaustre e parapetti a misura. Un investimento ingente per i titolari.

«Per asseverare l’intervento ci siamo rivolti all’ingegnere di riferimento dalle ditte costruttrici per tutte le attrazioni d’Italia, che ha prodotto le carte da allegare al libretto di attività necessario per ottenere le autorizzazioni. Documentazione che, però, secondo la commissione sarebbe “carente”», racconta il consorzio.

«Nei giorni in cui si è riunita la commissione, la titolare era ricoverata in ospedale per un intervento», precisa il consorzio. Il collegio si è infatti tenuto più volte nell’ultima settimana, ma la donna non ha mai potuto presenziare.

In sua vece, libretto alla mano, è andato il marito (nipote e figlio di una famiglia di giostrai già avviata alla quarta generazione) tornando ogni volta con richieste aggiuntive di integrazione che comportavano – necessariamente – il rinvio dell’autorizzazione all’assise successiva. E quindi l’inaugurazione della giostra.

Il luna park è aperto da oltre una settimana, e il danno economico della titolare Consuelo Moruzzi è stimato intorno al migliaio di euro per ogni sera di stop; specialmente nel fine settimana, che rappresenta i giorni di massima affluenza. Denaro che serve alla famiglia della donna per mantenersi e per pagare le spese vive (gasolio, istruzione del figlio, mutuo…). Ma c’è anche il timore che si diffondano dubbi sulla sicurezza dell’attrazione.

«Prima di arrivare a Grosseto siamo stati a Siena, Montecatini, Incisa Valdarno e Scandicci, sempre ottenendo parere favorevole dalle commissioni di tutte e quattro le città», racconta ancora il consorzio, i cui componenti speravano almeno in una soluzione ponte per garantire l’apertura nel fine settimana in attesa della prossima assise.

Una soluzione che però, nella città di Grosseto sempre pronta a sfoderare il tappeto rosso a chi investe, non è arrivata «nonostante tutto l’impegno e il sostegno dell’assessore alle attività produttive Bruno Ceccherini». E la giostra resta chiusa, un “buco nero” nel parco illuminato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa