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Morto 9 anni fa, l’eredità va all’Asl. Servirà a potenziare l’emodialisi
Picchianti, ex marittimo in carrozzina e senza figli, decise il lascito nel 2013
MONTE ARGENTARIO. Dona una parte del proprio patrimonio all’Asl. La generosità di Gianfranco Picchianti, scomparso nel 2013, è giunta fino al cuore dell’azienda sanitaria locale. Una storia che arriva fino ad oggi dopo nove anni dalla sua morte, permettendo a molte altre persone che avranno bisogno di cure di trovare servizi migliori.
Dopo che si è sbloccato un “iter”, l’Asl ha ricevuto una grossa somma di denaro che sarà destinata a potenziare i servizi della struttura, in particolare per quanto riguarda l’emodialisi dell’ospedale di Grosseto, reparto che Picchianti aveva conosciuto bene quando era in vita. L’uomo, prima di venire a mancare, aveva deciso di inserire nel proprio testamento una quota parte del valore dei propri beni, precisamente il 20%, per potenziare un reparto che gli aveva dato tanto. Dopo un incidente stradale che lo aveva costretto in carrozzina, il santostefanese era stato costretto alle cure del reparto di emodialisi, prima di venire a mancare all’età di 72 anni. L’altra parte del suo patrimonio è andata ai suoi tanti nipoti, dato che non si era sposato. Era una persona molto generosa e lo dimostrava soprattutto ai figli dei suoi sei fratelli. «Quando un cittadino fa un lascito alla sanità è sicuramente perché gli operatori, sia ospedalieri che in assistenza domiciliare che l’hanno assistito, hanno dimostrato professionalità e ancor prima umanità – commenta Roberta Caldesi, direttrice della Zona Distretto delle Colline dell’Albegna e che ha seguito le ultime fasi della donazione – Un gesto così importante e altruistico come quello avuto da Picchianti è la conferma dell’alto valore del personale del servizio sanitario pubblico che in ogni occasione, e lo abbiamo visto con la gestione delle diverse fasi della pandemia, non si è risparmiato per continuare a dare assistenza a tutti coloro che ne avevano bisogno». Anche i nipoti lo ricordano con tanto affetto, anche se preferiscono non diramare le cifre della donazione. «Era una persona buona e non aveva figli – raccontano i suoi parenti Emilio, Simonetta e Primo, una parte dei 14 figli dei suoi fratelli – Quindi aveva deciso di fare questa donazione. Era una persona molto generosa e pensava sempre anche ai suoi nipoti, era molto legato alla famiglia». Nella sua vita aveva fatto il comandante sui motoscafi e sui panfili. «Era una persona di mare – lo ricordano – Poi purtroppo ha avuto un brutto incidente che l’ha paralizzato e lo ha costretto a molte cure, finendo in dialisi. Aveva deciso di fare questa donazione perché si era affezionato al reparto. A parte questo, ha comunque lasciato molto in beneficenza».
Aveva anche deciso di donare la sua carrozzina elettrica, mentre nell’asse ereditario erano presenti anche due appartamenti nel centro abitato, venduti nel giugno del 2021, mentre un altro è stato ceduto lo scorso sabato.
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