Il Tirreno

Grosseto

Emergenza pronto soccorso. Crescono accessi e disagio

Massimiliano Frascino
L'ospedale di Grosseto
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L'ospedale di Grosseto

Previsti due mesi di fuoco con picchi di 300 utenti al giorno

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GROSSETO. Il pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto è già in trincea in vista del clou dell’estate, con i mesi di fuoco di luglio e agosto alle porte. Le avvisaglie dell’ondata di piena dei pazienti ci sono già state a giugno che ha registrato una media di oltre 200 accessi al giorno a fronte dei 160-180 del 2019. Ultimo anno normale prima del Covid.

Una situazione che minaccia di esplodere anche perché i due anni della pandemia hanno fatto lievitare gli accessi dei pazienti psichiatrici e di quelli con disagio sociale, collegati ai casi di aggressioni al personale sociosanitario.

«Come struttura di pronto soccorso – spiega il responsabile dei due presidi di Grosseto e Orbetello, Mauro Breggia – noi vediamo i pazienti alla fine dell’imbuto, e dobbiamo loro dare una risposta in fase acuta. Ci siamo resi conto di un aumento significativo di casi psichiatrici e legati al disagio sociale. Fenomeno rispetto al quale c’è una correlazione con il Covid, ma che riteniamo sia la spia di un fenomeno strutturale rispetto alla presa in carico da parte della medicina territoriale. Evidentemente in affanno perché sottodimensionata in termini di personale. Se infatti i servizi sul territorio funzionassero per quello che dovrebbero, la gestione delle terapie consentirebbe di mantenere i pazienti più centrati e ridurre gli accessi al pronto soccorso. E dei problemi conseguenti come le aggressioni».

I numeri sono impietosi: dai confronti fra i semestri 2020, 2021 e 2022 viene fuori che si è passati da una media di 1,2-1,4 accessi giornalieri di persone con problemi psichiatrici o di disagio sociale all’attuale media di 1,9 persone: 350 ogni 180 giorni. «È chiaro che avere ogni giorno un paio di persone con queste caratteristiche, sulle circa 200 che arrivano in pronto soccorso, genera un problema di gestione di situazioni e spazi. Con personale che deve essere dedicato a gestire gli effetti di nevrosi, psicosi e assunzioni massiccia di psicofarmaci, aumentati per il Covid. Non contenere i problemi a monte sul territorio scarica tutto sul pronto soccorso dove le persone con questo tipo di storia clinica si trovano a stazionare anche 12-24 ore. Una volta, per dare una risposta di tipo sociale, una coppia è rimasta in pronto soccorso per 12 giorni». Tutto questo avviene con appena 6 posti letto dedicati al Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, a fronte dei 10 di qualche anno fa, e del deficit di personale nella psichiatria territoriale. «Insieme alle dottoresse Edwige Sacchi, titolare della psichiatria, e Giuliana Galli, del dipartimento della salute mentale, abbiamo organizzato un tavolo di concertazione per trovare soluzioni percorribili. Una di queste è organizzare spazi separati da quelli del pronto soccorso, con personale dedicato, per gestire in maniera più opportuna questo tipo di accessi. A questo punto, bisogna che si passi dalle parole ai fatti e che l’azienda ci dia un sostegno tangibile».

Sullo sfondo di questo tema delicato, rimane la questione generale della carenza di personale. Il pronto soccorso di Grosseto, al quale va associato per comunità di gestione quello di Orbetello, è una struttura di 5000 metri quadrati, dove ruotano 110 addetti fra medici, infermieri e operatori sociosanitari. Personale che, diviso su tre turni, a giugno ha gestito 230-240 accessi al giorno, e che a luglio e agosto avrà picchi superiori alle 300 persone. «Dal punto di vista della dotazione dei medici – dice Breggia – con la riorganizzazione interna siamo riusciti a contenere i problemi anche grazie alla disponibilità del personale a svolgere attività aggiuntive e posticipare le ferie. Ma in vista dei mesi prossimi, dopo l’esperienza difficile dell’anno scorso, non possiamo permetterci di non rinforzare l’organico di infermieri e Oss. Per cui mi auspico si possa aggiungere un turno di personale con tre infermieri e tre operatori sociosanitari, con un coordinatore ciascuno per i pronto soccorso di Grosseto e Orbetello. Questo ci consentirebbe di rispondere con prontezza all’inevitabile aumento degli accessi di questo periodo». Infine andrà risolto il problema dell’“overcrowding” (sovraffollamento) strutturale. «Da sempre – conclude Breggia – il pronto soccorso di Grosseto è fra quelli col maggior tasso di utilizzazione nella graduatoria dei 13 pronto soccorso dell’Asl Tse, che mediamente ha un’incidenza più alta della Toscana centro e nord ovest. Ciò segnala un deficit di tenuta della medicina territoriale, comprese le guardie turistiche per le quali non si trovano medici. Anche guardando a quel che ha detto il ministro Speranza, mi auguro che la realizzazione delle Casse di comunità previste dal Pnrr, con la loro copertura h 12 dei servizi di medicina generale, contribuisca a ridurre in maniera sensibile gli accessi impropri, o comunque evitabili, ai pronto soccorso».

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