Sicurezza
Lesch: «Dimissioni irrevocabili». La segreteria comunale Pd se ne va
Il passo indietro arriva dopo la vittoria del sindaco uscente Mirco Morini
MANCIANO. Hannah Lesch non è più la segretaria dell’Unione comunale del Pd di Manciano. Ha rassegnato le sue dimissioni, che lei stessa ha definito «irrevocabili».Lesch lascia dopo la sconfitta elettorale della lista sostenuta dal Pd all’ultima tornata elettorale con Rossano Galli candidato sindaco. L’ex segretaria (e candidata consigliera) abbandona con amarezza ma con la consapevolezza di dover fare un passo indietro dopo aver visto prevalere il sindaco uscente Mirco Morini.«Il mio impegno, seppur massimo - dice - non è stato sufficiente per arrivare a una vittoria. Di questo esito mi assumo tutte le responsabilità, mie e non. Fare un passo indietro dopo il risultato è un gesto doveroso. Credo che in politica la faccia la si debba mettere sempre, e che bisogna avere anche l’umiltà di chiedere scusa laddove possono essere stati commessi degli errori, invece di nascondersi dietro alla ricerca di colpe o di colpevoli».Lesch ha assistito, nel corso degli anni, ad abbandoni di esponenti del Pd poi candidati nelle liste sostenute dal centro destra: come Valeria Bruni nel 2017, e Marco Galli, ex sindaco, in questo 2022. «Il 2017 con il 2022 non sono paragonabili - sostiene - né per i percorsi di costruzione del progetto né per le condizioni in cui si ritrova il nostro territorio, né per la profonda consapevolezza che ci sarebbe dovuta essere dell’esigenza di un cambio di passo a Manciano».«Comunque - aggiunge - poco importa. Il risultato finale è che di nuovo un esponente di centro sinistra (Marco Galli) ha deciso di concorrere alla vittoria della lista avversaria al Pd. Sono scelte che non condivido, ma che rientrano nella logica: un sistema che all’interno del nostro partito non funziona. Personalismi, correnti che si scontrano, poca coerenza e lotte di potere che non mi appartengono ma che premiano sempre chi sgomita di più e non chi lavora di più. Una politica statica basata soprattutto sullo spostamento di contenitori di voti e non su una costruzione seria e lineare che stimoli una partecipazione attiva nella popolazione e che sappia valorizzare i giovani. Un partito, un’organizzazione politica, un movimento civico, un’amministrazione comunale che non sa andare oltre a queste dinamiche, sarà sempre fallimentare». Per Lesch è venuta meno l’unità del partito. «Purtroppo, l’unità del centro sinistra raggiunta alla fine del mio mandato è stata vanificata. Bisogna finalmente avere più coraggio e abbandonare logiche e strategie. Mi auguro che - conclude - non venga disperso il grande patrimonio umano che in questi anni è stato creato nel territorio di Manciano».Lesch resta comunque un pezzo importante del Pd mancianese e lo riconosce anche Giacomo Termine: «Hannah è una giovane appassionata che va solo ringraziata per il grande impegno profuso per il territorio. È dotata anche di grande competenza ed esperienza che saranno essenziali per il lavoro che faremo insieme nei prossimi anni. La serietà e concretezza non sono una novità e le dimissioni, oltre a un atto di responsabilità, sono propedeutiche a una fase di analisi locale. Io sarò vicino e di supporto a lei e a tutto il partito come accaduto in questi ultimi anni».
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