Sicurezza
Scavi, 15 custodi a rischio tagli: «La Direzione torni sui suoi passi»
Gallotta (Cgil): «Inaccettabile la riduzione del contingente assegnato»
Grosseto La Cgil prende posizione dopo l’intervento del consigliere Carlo de Martis, che ieri ha lanciato un appello per scongiurare il rischio del taglio all’organico dei 15 nuovi custodi assegnati dal Ministero alle tre aree archeologiche maremmane di Roselle, Cosa e Vetulonia.
«La Direzione regionale musei della Toscana dice Salvatore Gallotta (segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil) si è vista assegnare dal Mibact 69 operatori dei 1052 selezionati con un concorso nazionale, del quale è stata pubblicata la graduatoria. La Direzione regionale, a sua volta, ha comunicato alle diverse Soprintendenze della Toscana le dotazioni conseguenti di personale, sulla base dei fabbisogni comunicati rispetto allo stato delle piante organiche. In una seconda fase è stato comunicato che dei 15 addetti destinati ai servizi di accoglienza e vigilanza a Roselle, Cosa e Vetulonia ne sarebbero stati effettivamente assegnati solo 9, perché sei sarebbero stati dirottati su due musei statali di Lucca». Le gravi carenze di organico nelle tre aree archeologiche maremmane «sono note da tempo e hanno costituito un serissimo problema per garantire l’accessibilità ai siti in modo continuativo nel tempo e con orari consoni ad attirare i turisti. Considerata la rilevanza storico-artistica e l’estensione delle tre aree e tenuto conto della vocazione turistica della fascia costiera, protestiamo per il comportamento della Direzione. Ci aspettiamo che confermi la dotazione dei 15 operatori assegnati alla provincia, altrimenti valuteremo le opportune forme di mobilitazione».
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