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cronaca

Non c’è pace per gli scavi, nuovi custodi a rischio

Il Ministero ha assegnato 15 figure ai siti di Roselle, Vetulonia e Cosa


23 giugno 2022 Elisabetta Giorgi


Roselle In provincia di Grosseto gli scavi archeologici “attendono” in gloria un potenziamento dell’organico, finora ridotto all’osso.

In teoria dovrebbero arrivare 15 nuovi custodi, grazie a un concorso ministeriale di cui si è conosciuto l’esito solo pochi giorni fa e che ha assegnato queste figure ai tre siti maremmani di Roselle, Cosa e Vetulonia. Un buon numero che darebbe finalmente una boccata d’ossigeno a un patrimonio al collasso.

Ci sarebbe di che gioire, se non fosse che invece un’alea di incertezza gravita su tutto questo. E lo spiega Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto città Aperta in consiglio comunale a Grosseto.

«È solo di pochi giorni fa – esordisce – la notizia dell’assegnazione, da parte del Ministero della cultura, di quindici nuovi addetti all’accoglienza e vigilanza per sopperire alla carenza di organico che ormai da anni affligge i tre siti archeologici della provincia. Ebbene – spiega il capogruppo – oggi si apprende che la Direzione regionale Musei della Toscana avrebbe chiesto al Ministero di sottrarre al nostro territorio ben sei operatori, di quei quindici, per destinarli alla provincia di Lucca. Una richiesta che, se accolta, arrecherebbe un duro colpo al nostro sistema turistico e culturale».

Insomma: l’ipotesi è che i 15 custodi assegnati dal ministero possano diventare 9. (sempre da dividere per i tre siti). «Si pensi che il personale del Parco di Roselle negli anni è stato letteralmente dimezzato – continua il consigliere – passando da dodici ad appena sei unità, tanto da provocare dallo scorso mese di marzo la chiusura dei cancelli per due domeniche al mese, che si aggiunge alla chiusura infrasettimanale e ad un orario di apertura già insufficiente. Una situazione che non solo penalizza la fruizione turistica del sito, oltre a rendere oltremodo gravoso il lavoro degli addetti, chiamati a coprire un’area di ben 48 ettari con un organico ridotto all’osso, ma rischia di far saltare la programmazione degli eventi che ogni estate animano l’anfiteatro romano, tanto che alcune realtà artistiche sono state già costrette a dirottare le iniziative in altri luoghi».

Senza girarci troppo intorno, dice il capogruppo, «se il Ministero della cultura accoglierà la richiesta della Direzione regionale Musei e sottrarrà a Roselle, Cosa e Vetulonia sei operatori, dei quindici già assegnati, torneremo al punto di partenza, perché l’organico resterebbe comunque insufficiente impedendo a questi luoghi di esprimere tutte le potenzialità di cui dispongono. Quanto al Parco di Roselle, è indispensabile tornare a permetterne la visita anche la domenica, giornata cruciale per qualunque sito di interesse turistico, ma anche ampliarne gli orari di apertura ordinari, ad oggi circoscritti alla fasce centrali del giorno, e dunque più calde. Specie nel periodo estivo questo consentirebbe di accedere al sito nelle condizioni climatiche più favorevoli e, attraverso una chiusura posticipata, darebbe la possibilità di ammirare gli scavi anche dopo il tramonto, in condizioni di luce particolarmente gratificanti e attrattive, disponendo l’area di un suggestivo impianto di illuminazione».

Per De Martis, «in questi mesi la politica ha compiuto passi importanti per sollecitare il Ministero della Cultura a tenere in debito conto le realtà archeologiche del nostro territorio, su tutti gli interventi dell’onorevole Luca Sani, promotore anche di un’apposita interrogazione al Ministro, e l’ordine del giorno presentato da Grosseto Città Aperta che ha incontrato l’importantissima condivisione di tutte le forze politiche, anche di maggioranza, e dunque dell’intero consiglio comunale del capoluogo. Ma non basta, perché l’assegnazione dei nuovi operatori ora è a rischio. Per questo Grosseto Città Aperta lancia un appello all’intera comunità – alla politica, alle istituzioni, ai sindacati, alle realtà artistiche e culturali – affinché ciascuno nel proprio ruolo, ma al tempo stesso con la massima coesione, compia tutto quanto necessario per far sì che il Ministero della Cultura confermi l’assegnazione di 15 nuovi operatori e provveda senza ulteriori ritardi alla loro immissione in servizio nei siti di Roselle, Cosa e Vetulonia».

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