Il Tirreno

Grosseto

Il cavallino torna sott’attacco

Elisabetta Giorgi
Il cavallino torna sott’attacco

Prima una zampa tagliata col frullino davanti ai passanti, poi la svastica di ferro. Ora la scultura è stata di nuovo imbrattata. Con scritte anche contro il sindaco 

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MARINA DI GROSSETO. A distanza di una settimana il cavallino di Marina di Grosseto è tornato sotto scacco. Ieri mattina sono comparse due scritte offensive vergate con lo spray nero: una più generica (“vaffancol”) e un’altra all’indirizzo del primo cittadino. «Di nuovo un atto di spregio nei confronti del cavallino del 4* Stormo – ha commentato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – che non mi offende personalmente, ma che mortifica la comunità tutta. Verificheremo dalle immagini delle telecamere se il colpevole di questo ennesimo atto vandalico sia sempre la stessa persona che si è accanita più volte sulla statua, sperando che la giustizia faccia finalmente il suo corso. Assicuriamo i cittadini che le telecamere funzionano benissimo come sempre, e che le immagini già ci sono e fanno parte del fascicolo delle prove per notizia di reato». Questo nuovo attacco, sottolineato Vivarelli Colonna, è avvenuto peraltro nel giorno in cui «Marina avrebbe dovuto gioire per la bandiera blu. Da parte nostra noi puliremo ancora – dice lui – e non ci faremo intimidire da queste baggianate». Anche ieri in effetti la pulizia ieri è stata messa a punto in tempo record. Nel giro di poco la scultura era tornata bianca. Sul posto la Municipale.

Il monumento voluto dal Comune nel 2001 in occasione del 70º anniversario della fondazione del Quarto stormo e diventato simbolo del lungomare e della frazione era stato imbrattato appena una settimana fa, la notte tra domenica 12 e lunedì 13. Dopo i vandalismi subiti nel mese di aprile, erano comparse due scritte sui fianchi del monumento, due sigle in carattere maiuscolo, F. D. P. , anche in quel caso con una vernice nera. La Municipale si era messa al lavoro sulle immagini di sorveglianza della zona per risalire al responsabile. Prima ancora, la sera del 13 aprile un uomo si era avvicinato con accetta e frullino tirando con sé un carretto e tra urla e grida aveva tagliato via una delle zampe posteriori di fronte ai passanti esterrefatti. L’uomo era stato fermato e identificato: un 32enne sudamericano, già autore di azioni plateali tra cui un’aggressione ad alcuni poliziotti in occasione della festa per i 170 anni della polizia. Pochi giorni dopo (il monumento era stato appena ripristinato) la stessa persona, tornata libera, aveva infilato un’asta tra le zampe anteriori del cavallino: in cima c’era una svastica di ferro. L’autore, sempre lo stesso, in quel caso era stato denunciato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. l


 

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