Il Tirreno

Grosseto

Silter Mezzo secolo a produrre timbri, coppe, medaglie, insegne

Da sinistra Linda Logli e Donatella Terranzani
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Da sinistra Linda Logli e Donatella Terranzani

La storica azienda grossetana taglia un traguardo importante 

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GROSSETO. Confartigianato Imprese Grosseto augura buon compleanno alla Silter, storica azienda grossetana, che taglia il traguardo dei 50 anni di attività nel settore artigianale della produzione di timbri, coppe e medaglie per le premiazioni sportive, insegne per i negozi, incisioni e oggettistica.

«Tra le nostre aziende associate la Silter è una delle più longeve – commenta Mauro Ciani, direttore di Confartigianato – un’affermata e solida realtà nel campo delle premiazioni. Da tre generazioni la Silter porta avanti con passione e capacità creativa un lavoro artigianale di qualità che si è evoluto nel tempo, dimostrando l’attitudine di questa azienda a raccogliere le sfide che l’evoluzione del mercato porta con sé. Auguro alla famiglia che sta dietro a questo successo di continuare a crescere preservando sempre il valore del sapere artigiano».

La Silter nasce nel 1972 a Castiglione della Pescaia, in via Vittorio Veneto. Il fondatore, Silvano Terranzani, insieme alla figlia Donatella inizia a produrre timbri e targhe in un piccolo locale, per poi passare alle coppe e alle medaglie. Nel 1975 la Silter si trasferisce ai Pondi di Badia e diventa una snc con l’ingresso in azienda della moglie di Silvano, Olga Lori, e nel 1976 del marito di Donatella, Gabriele Logli. Nel 1984 il trasferimento a Grosseto, nell’attuale sede, in via Monte Rosa 39, più facile da raggiungere per i clienti provenienti da fuori provincia e dall’Amiata. Le coppe, le targhe e le medaglie della Silter sono arrivate in ogni parte d’Italia con le premiazioni sportive. Oggi il volto della Silter è Linda Logli, 35 anni, la figlia di Donatella e Gabriele.

«Sono cresciuta tra pantografi e stampanti – afferma Linda – non avrei potuto scegliere un altro mestiere. Il lavoro è cambiato molto, prima si faceva tutto a mano con il pantografo, ora in digitale. Ed è cambiato il rapporto con il cliente: sono sempre meno le persone che vengono a trovarci in negozio, la quasi totalità degli ordini si gestisce per mail o per telefono. Una cosa non è mai cambiata in questi 50 anni: l’attenzione alla qualità di ciò che produciamo, a partire dalla scelta dei materiali e dei macchinari. Faccio un esempio, per realizzare i timbri usiamo la gomma di caucciù, che consente di offrire al cliente un prodotto molto più duraturo rispetto ai timbri di polimero».
 

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