Sicurezza
Polemica Netspring; Fusini: «Nessun blitz. Punto a progetti da cambio di passo»
Il neopresidente replica al centrodestra. E anticipa il piano per gestire i fondi del Pnrr
GROSSETO. Gabriele Fusini, appena nominato dal presidente della Provincia, Francesco Limatola, amministratore unico della società di servizi informatici Netspring, non ha alcuna intenzione di farsi travolgere dalle polemiche politiche.
Chiede però di poter replicare in modo fermo, entrando nel merito e rivendicando sia il proprio curriculum di imprenditore e amministratore pubblico, sia la trasparenza del proprio operato.
Dunque, Fusini, lei ha troppa esperienza per sorprendersi degli attacchi politici. Anche se di fatto è stato accusato di essere un occupatore di poltrone per conto del Partito democratico.
«Depositata la polvere, come sempre, la verità viene fuori. Ho un’azienda artigiana che fattura 3,5 milioni di euro, più del doppio di Netspring. La mia motivazione non è mai stata nei soldi ma nell’amministrare la cosa pubblica per realizzare progetti che marchino un cambio di passo. Faccio notare che sto per dimettermi da presidente del Cda di Acquaser (gruppo Acea), società di servizi ambientali con 120 dipendenti, che fattura oltre 60 milioni di euro in Toscana, Lazio e Umbria. Lì la mia indennità è di 25mila euro all’anno; passando a Netspring rinuncio all’indennità di presidente e avrò solo un rimborso spese. Nella logica perversa del centrodestra sarei un masochista. Ribadisco, ho un curriculum di amministratore di società pubbliche e private ultraventennale, non ho bisogno di gratificazioni economiche ma di obiettivi da inseguire».
Il centrodestra unito dice che il suo predecessore ha lavorato bene, e la sua nomina è un blitz del centrosinistra.
«Non è affatto un blitz. Se cambia maggioranza politica nell’azionista che ha il 56% di Netspring, bon ton istituzionale vorrebbe che chi amministra la società partecipata da quell’ente mettesse a disposizione le proprie dimissioni. È una cosa così ovvia. Quando nel maggio 2016 fu eletto Vivarelli Colonna, da amministratore unico di Sistema lo cercai dopo cinque giorni e gli dissi che ero pronto a dimettermi. Mi chiese di aspettare il tempo di nominare la sua giunta e dare un senso di marcia alle cose; io preparai un bilancio consuntivo anticipato al 31 agosto, in modo da lasciare a Squarcia, che sarebbe subentrato a settembre, un quadro chiaro di quello che avevo fatto nel corso del mio mandato. Lasciandolo libero di determinare le scelte per i mesi che mancavano alla chiusura dell’anno. Detto questo, quanto al presunto blitz: sono stato scelto dal presidente della Provincia e da quasi tutti i sindaci, che ringrazio per la fiducia, e ho ricevuto telefonate di congratulazioni da parte di amministratori e politici del centrodestra quasi nella stessa misura di quelle avute dal centrosinistra. Io mi farei qualche domanda».
Parliamo di cosa vorrebbe far fare a Netspring.
«Molte cose. Netspring può diventare il veicolo di gestione dei fondi del Pnrr per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e per l’innovazione. Un’occasione imperdibile. Ho già avuto ampie aperture da parte del sistema istituzionale provinciale, dal blocco dell’Amiata ai Comuni che erano fuori dalla società. Poi mi piacerebbe sfruttare le competenze informatiche per strutturare un think tank di analisi dei dati socioeconomici della provincia, elaborando rapporti che approfondiscano più temi, e che costituiscano una base scientifica per fare scelte di governo più consapevoli».
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