Sicurezza
Follonica, approvato il progetto della "fabbrica della bellezza”
Il Comune cerca finanziamenti per la rigenerazione urbana del comprensorio ex Ilva
FOLLONICA. I numerosi bandi a disposizione delle pubbliche amministrazioni, destinati a favorire la ripresa dopo due anni difficili a livello economico e turistico, possono rappresentare un’opportunità importante anche per la città del golfo che sta ormai da tempo concentrando la sua attenzione principalmente sulla rigenerazione urbana del comprensorio ex Ilva, cuore storico e industriale follonichese per il quale adesso è stato approvato il progetto “La fabbrica della bellezza”, strumento con il quale gli amministratori parteciperanno al bando riservato alle piccole e medie città d’arte e borghi bandito dal ministero dell’Interno.
Cultura, commercio, turismo e sociale sono le declinazioni che dovrà avere secondo gli amministratori la zona dell’ex Ilva, tutte concentrate nell’elaborato redatto dalla cooperativa Arcobaleno, otto mini progetti legati agli elementi che contraddistinguono l’intero complesso partendo dagli edifici industriali e passando poi alla ghisa come arte e alla storia di tutto il comprensorio. Nell’elaborato che cercherà di ottenere i finanziamenti ministeriali si punta soprattutto a promuovere e rilanciare il patrimonio storico e archeologico valorizzando in particolare le nuove generazioni e basandosi sulla cultura accessibile a tutti.
L’Ilva è considerata la storia della Maremma e della città ma, al netto dei recuperi già avvenuti di alcuni edifici come la biblioteca, il teatro, il Magma, la fonderia numero 1, è ancora poco accessibile e “La fabbrica della bellezza” punta alla riappropriazione dei luoghi partendo da “Follonica Granducale”, un percorso di valorizzazione e promozione degli edifici storici partendo dal palazzo granducale, le sue sale, il patrimonio custodito, il suo giardino, il palazzo con la torre dell’orologio, il complesso produttivo, il cancello monumentale, la chiesa di San Leopoldo e gli altri edifici esterni ai confini dell’Ilva. Anche il lavoro di restauro del teatro, con una mostra sul percorso di riqualificazione messo in atto dall’architetto Gregoretti, e le testimonianze della Follonica “fin de siecle” con i quattro caselli idraulici di via Roma, Pecora Vecchia, Pratoranieri e Cannavota e i villini liberty Benedetti, Sant’Anna, Jole Monciatti, Norma e Torretta di Senzuno sono le altre iniziative previste per recuperare la memoria del tessuto storico della città.
Dal punto di vista comunicativo invece grande attenzione sarà dedicata a un accurato sistema di wayfinding, un apparato di segnaletica utile a informare i fruitori dell’area dei servizi e delle funzioni offerte, evidenziare il ruolo degli edifici attivi come il teatro, la biblioteca, la Fonderia 1 e l’Officina Cilindri, a narrare ai fruitori la storia dell’area e la funzione originaria dei luoghi oltre che a connettere l’ex Ilva con il resto della città. A completare l’ambizioso progetto anche un portale web studiato come collettore e connettore digitale e fisico delle istituzioni culturali e un sistema di infopoint diffusi sempre disponibili per turisti e cittadini.l
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